La valigia di cartone [15] di Raffaele Rutigliano

15.

LUGANO – Attraverso Piazza dell’Indipendenza.
Giro su via Ludovico Ariosto, un bel lastricato. Entro nel centro storico, lo si intuisce dai palazzi.
Subito penso: “Quanto mi piacerebbe vivere qui”. Nascerci sarebbe stato meglio. Ma la mia provenienza è diversa, non da meno, ma diversa.
Dopo un centinaio di metri giro a sinistra su Via Pietro Peri. Raggiungo la boutique di cappelli, il portone adiacente è quello di interesse. Piccolo e bianco. è aperto.
Entro. C’è un ragazzo che sta imbucando il suo CV in una cassetta della posta. Si capisce che è un CV dalla faccia dell’individuo. Ha fame, questo invece lo si intuisce dagli occhi. La fame della vita, che a un certo punto reclama dallo stomaco. E penso a un amico di Roma, licenziato da Alitalia e in causa con la stessa. Ha girato il mondo, è giovanissimo e conosce le lingue. E’ disoccupato e non riesce a trovare lavoro. Magari di brutto aspetto – direte -, no, ha anche l’aspetto. Ma non lo aiuta. Io, che l’aspetto non ce l’ho poi tanto, dovrei partire svantaggiato, ma sono fiducioso, nonostante tutto.
Hasta l’aspetto sempre.
Il ragazzo esce. La cassetta è quella dell’agenzia. Ma prima tento una salita al piano. Fuori dalla porta è anche qui riportato l’ennesimo avviso, ma con un’altra indicazione: la possibilità di lasciare il CV nella cassetta della posta all’ingresso giù.
Riscendo, noto anche che la cassetta della posta è aperta, intendo proprio lo sportellino, lo apro e una ventina di CV risiedono ammassati al suo interno.
Potrei prendere tutti i CV bruciarli e lasciarci il mio. Lo lascio ed esco fuori nuovamente in strada.

[Continua…]

© Raffaele Rutigliano

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