Segni diVersi

La scrittura è pericolosa. Mi fa paura, come lo specchio. Scappa da tutti i lati. Mi riflette. E mi nega. La sento respirare nel buio. Mi fa inventare la verità. È una menzogna così vera che non c’è bisogno di mostrare che esiste. Mentre scrivo, io stesso non esisto più. Eppure, godo nel vedere, nel toccare finalmente. Un piacere che è dolore. Posso essere sul rigo, nella pagina. In un’idea. Ma non sono io. La scrittura mi seziona. Mi annulla. Non mi fa diventare. I vocaboli di cui si nutre sono la mia pelle, i miei occhi, il mio sangue. Ma negano indifferenti ogni mia identità.

Dialettica della privazione. Il senso di ciò che mi fu tolto radica in me tetre attese. Non si resiste alla fame addentando prelibatezze algebriche; né il sadismo delle medicine dilata gli echi di nuove teologie. Il metodo è la negazione del metodo: tutto coincide e può essere capovolto. Come unaleggi »

Il poeta non bada a spese. Non ne è capace. L’unico compito della sua vida breve è quello di spendere tutto se stesso.Il poeta non sa in quale casa abita. Non sta né da te né da me.Non ha nemmeno un indirizzo preciso. Vive una perenne condizione di clandestino. Saleggi »

Allora, niente fame? Non ne ho voglia, scusa. E scusa di che? Non c’è bisogno che mi spieghi: assassini, ladri, prostitute e adesso perfino profeti. So per esperienza che vi comportate tutti nello stesso modo la notte prima dell’esecuzione.Che vuoi dire? Avete una paura fottutissima. Io non ho paura. Tuleggi »

La notte la riempivo – come un panino – di cose che fanno male.Di vecchie solitudini, per esempio. Ero un serpente che amava ignorare se stesso. All’eternità, non avevo alcun interesse d’aggrapparmi. Il vento apriva una botola nel cielo stellato e ci spingeva dentro la mia mente. Mi arrabbiavo conleggi »

Allora, mi raccomando, ognuno di voi conosce il piano nei minimi particolari. Non ci resta che regolare gli orolo.Non capisco. Cos’è che non capisci, Pelè? Non capisco la divisione del bottino in parti uguali. E adesso lo dici? Adesso m’è venuto in mente. Non abbiamo più il tempo per mettercileggi »

Dai le carte. Che ci giochiamo? Tutto. Non è un po’ troppo? Tutto è la giocata minima. Uno di noi due deve per forza rimanere senza niente? Per forza. Guarda che le regole del gioco le conosco.E allora, di cosa stiamo a parlare ancora?Lo sai.No, non lo so.Ti sto parlandoleggi »

Quando provavo a capire. Quando credevo d’aver capito. Ciò che raccontavo era ciò che vivevo. Riscrivendo le pagine mancanti mi ero messo al servizio della memoria. Adesso dovevo sopportare lavittoria. Sopportare l’arte di non vedere. Dovevo ricominciare a salire. Ma quando avevo smesso? Dai vita a te stesso – mileggi »

Siete pregati di allacciare le vostre cinture di sicurezza. Mi scusi, a che ora è previsto l’atterraggio? Su questo volo non è previsto l’atterraggio, signore. Ma lei scherza. No, signore, non scherzo. Quest’aereo non atterra. Che significa “non atterra”? Mai più? Sì, signore, sono desolata. Non riesco a capire. Leileggi »

Niente, nessuno ha saputo darmi qualche indicazione. Ma dov’è che devi andare? Diciamo che. Vorrei raggiungere l’infinito. Beh, è un po’ vaga come destinazione. E tu credi che non lo sappia. Con Cantor hai parlato? Perché, tu credi che. Non c’è nessuno che conosca l’infinito meglio di lui. Non loleggi »

Ho incontrato Dio sul treno delle 7,10. Una trentina d’anni fa i nostri rapporti erano stati ben più stretti.Anche se io allora ero poco più che un ragazzo. Dio era rimasto immediatamente conquistato da me. “Tu– mi diceva – non sei solo più in gamba di me, ma anche piùleggi »