Pelè

Lucian Freud, autoritratto

Allora, mi raccomando, ognuno di voi conosce il piano nei minimi particolari. Non ci resta che regolare gli orolo.
Non capisco.
Cos’è che non capisci, Pelè?
Non capisco la divisione del bottino in parti uguali.
E adesso lo dici?
Adesso m’è venuto in mente.
Non abbiamo più il tempo per metterci a parlare.
Non mi convince. Tu dici sempre che dobbiamo sentirci motivati.
E tu non ti senti motivato?
Manco per il cazzo.
Ne possiamo parlare più tardi, che ne dici?
Parliamone ora.
Pelè, sta per arrivare l’ora in cui il caveau della ban.
Voglio parlarne adesso.
E va bene. Cosa non ti convince?
Io rischio più di tutti.
E allora?
Ma non guadagno più di tutti.
Lo sai che il bottino va diviso in parti uguali.
Chi l’ha detto?
Il codice.
Ma di quale cazzo di codice parli?
C’è un codice. Fatto di regole non scritte.
Appunto. Non scritte.
Dobbiamo intascare tutti la stessa cifra. L’abbiamo detto fin dall’inizio.
Non mi sta più bene.
Ma che cazzo, Pelè.
Se fossimo una squadra di calcio.
Noi siamo una squadra. Bravo. Una squadra fatta di giocatori tutti uguali che prendono tutti la stessa.
E no. Io faccio i gol. Se fossimo una squadra di calcio, io sarei il centravanti. Solo grazie ai miei gol vinciamo il campionato.
Ho capito, Pelè.
Ah, hai capito, finalmente.
Sì, Pelè, non mi dai altra scelta.
Ehi, aspetta un momento. Che cazzo ci fai con quella pistola in mano?
E dire che fin dal primo momento avevo pensato a Maradona.

©Davide Marchetta

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