Oblò [12] di Chiara Munda

LA PIAGA DELLE FITNESS BLOGGER SUI SOCIAL

È maggio, il letargo invernale è ormai un lontano ricordo e la primavera germoglia rigogliosa.
È maggio, gli studenti consumano Redbull e i professori lamentano stress.
È maggio e questo vuol dire una cosa sola: l’estate è alle porte.
Ottima notizia, tra poco sole, mare e vacanze, come si fa a non amare la bella stagione? Così avrei risposto fino a qualche anno fa. Poi è arrivata la fitness blogger.
La fitness blogger è un animale mitologico dall’account Instagram curato e dalla pagina Facebook studiata. È attiva tutto l’anno, ma dà il meglio in questo periodo, quando le pubblicità di Calzedonia ci ricordano che a breve ci toccherà sfoggiare cellulite e smagliature. La fitness blogger ti contatta senza conoscerti per proporti la soluzione all’unico vero grande problema della tua vita: la prova costume. E no, non farlo, non provare a ribattere che la tua vita non ruota intorno alla prova costume. Non osare insinuare che, con tutto il rispetto per chi sogna un fisico scolpito, a te quel po’ di pancetta non dispiace, convivi pacificamente con i bicipiti flosci e al doppio mento ormai sei affezionata. Non farlo, non servirebbe a nulla: tu devi odiare il grasso e devi sognare solo e soltanto l’unico modello di bellezza possibile, quello magro.
Dal nulla troverai in posta privata il messaggio di un’entusiasta ragazza dalla coscia soda e dall’addominale definito che ti racconterà con impegno, passione e un sacco di punti esclamativi gli ottimi benefici ottenuti con il programma di benessere naturale. No, di nuovo, non è consentito desiderare altro. La fitness blogger lo sa. Deciderai allora, spinta da un’insana forma di curiosità, di fare un giro sul suo profilo, se non altro per capire come sia arrivata a te. Come sia arrivata a te non lo capirai mai, ma, in compenso, troverai l’album Semplicemente benessere. Un tripudio di colori, foto di stravaganti composizioni di frutta secca e verdura fresca, broccoli vestiti a festa da far impallidire le pubblicità Esselunga e frizzantissimi scherzi con i followers. Perché la fitness blogger non è solo bellissima, ma – ricordiamolo – anche simpaticissima. Spulciando tra le immagini, scoverai la cartella Ricettine super. Il diminutivo è d’obbligo, il termine super serve a vanificarlo. Assisterai allora a esilaranti giochi di parole in cui i vegetali si vestono di ambiguità: pizza del cavolo è un modo per denigrare il piatto napoletano o per farci sapere che l’impasto è a base di verdure crucifere? Colazioni a base di mandorle, fragole e hashtag si alternano a post motivazionali pieni di pollicioni e faccine soddisfatte che ci ricordano che la fitness blogger non si allena. La fitness blogger è in workout time. La fitness blogger, ne sono certa, incassa una provvigione ogni volta che usa il termine Top, corredato di disegnino con freccia verso l’altro, se no non si spiega. La fitness blogger non parla alle sue followers. La fitness blogger le rassicura con «tra un attimo sono in chat da voi, mie guerriere». E, in questo contesto, chiedersi perché chiami guerriere delle ragazze attente al fisico è del tutto fuori fuoco. Perché non stiamo più parlando di tonicità muscolare, ma di scelte di vita, la fitness blogger non cessa di ricordarlo; i bibitoni a base di estratto di cocco, aloe vera e bacche di goji non si limiteranno ad alzare il metabolismo, ma ci renderanno creature soddisfatte; non stiamo prediligendo i frutti rossi alla peperonata per dimagrire, ma perché perdere qualche chilo ci farà diventare un’altra persona, più felice e più amabile. E mentre pensi a com’è possibile che nel 2018 ancora serpeggi il concetto per cui la bellezza coincide con la magrezza che coincide con la felicità e tutto il resto è schifo, senti la notifica di un altro messaggio.

Questa volta, ho pensato di rispondere.

(In foto, la mia risposta)

© Chiara Munda, 2018

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