La Sviaggiatrice distratta [3] di Viviana Gabrini

foto di V.Gabrini

foto di V.Gabrini

Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.

Edgar Allan Poe

MONUMENT VALLEY

La natura fa miracoli ed io, ora, questi miracoli li ho visti, erano a un passo da me, erano proprio attorno a me.
Di stupore in stupore, come una bambina alle giostre per la prima volta, come una donna adulta che, abituata a paesaggi dai confini ristretti, si trova immersa in spazi senza limiti, lungo strade che sembrano poter attraversare la Terra intera, abbagliata da colori violenti e primordiali.
Painted Desert, Petrified Forest, Grand Canyon, Monument Valley: di meraviglia in meraviglia, grazie una deviazione dalla Mother Road che da sola merita il viaggio.
Non me ne andrei più, da questa terra rossa e riarsa, da questo sole implacabile, da queste forme e colori che mi fanno pensare alle origini del mondo.
Il Deserto Dipinto mi incanta grazie a un paesaggio esaltato da un cielo mutevole, in parte velato da nubi che corrono veloci e inventano giochi di luci e di ombre.
È  una visione primitiva, che ci trasporta alle origini del pianeta, prima ancora che l’uomo facesse il suo ingresso nel mondo.
Il Grand Canyon lascia a bocca aperta: una gola immensa, le cui rocce sono le pagine di un libro scritto nel corso dei millenni. E in fondo, vivido e scintillante, il Colorado.
Ma è nella Monument Valley che la commozione raggiunge l’apice: vi giungiamo verso sera, dopo una giornata trascorsa nel Grand Canyon e ci ritroviamo immersi nel colore rosso, grazie al tramonto che aggiunge fuoco al fuoco.
La magia della natura supera di gran lunga le suggestioni cinematografiche.
Rossa la terra, rosse le rocce, rossa la sabbia, rossa l’aria attraverso la quale, come per magia, ci arriva il suono del flauto di pan.
È una musica dolce, lenta, cadenzata, che rende irreale il momento perfetto.

© Viviana Gabrini, 2016

2 Comments

  1. FabriZio zeNone Rispondi

    Eh si’ e’ pRopRio Cosi’

  2. io me ne sono portato dietro un sasso. ce l’ho nel mio studio e quando lo guardo sono ancora là.

Leave a Reply