
Se mi chiedessero di associare un’immagine alla nostra epoca storica, la mia risposta sarebbe
immediata: la nave dei folli. Non esiste un sistema perfetto di governo ma mai avrei creduto di
assistere ad un prepotente ritorno dei nazionalismi con le loro aberranti storture sociali, vedere
pericolosi mediocri alla guida delle nazioni, o peggio venir spacciato per guerra quello che nei fatti
è un vero e proprio genocidio. Ma quello che mi preoccupa di più non è questo ma la massa cieca e
ignorante che tiene a galla questa nave. Dove andremo a finire non lo so, ma so per certo che esiste
un numeroso gruppo di persone e artisti che non si arrende e continua, in modi diversi, a veicolare
messaggi che invitano alla riflessione. Il mondo della musica non è indifferente a queste tematiche e
da diversi anni propone album di grande spessore con tematiche impegnate. Tra questi posso
annoverare l’ultimo album dei Rhapsòdija Trio. Il titolo Di Visioni Musicali sfrutta la divisione
della sillaba di dalla parola divisioni, diventando così una sorta di manifesto di quella che è l’idea di
base dell’album: creare un ponte tra diverse culture musicali attraverso la fusione di stili. Visione è
infatti qualcosa che si coglie senza però riuscire a definire con certezza i contorni. Il concetto è
anche ben espresso dalla copertina tratta dalla serie Orizzonti dell’artista Narciso Bresciano, nella
quale è possibile cogliere le diverse tonalità di colore che dolcemente degradano una nell’altra, ma
anche una pericolosa frattura. I nove brani, che costituiscono il nono album del trio Ferrari –
Maione – Marenco attivo da oltre trent’anni, sublimano stili diversi: jazz, klezmer, rock, sonorità
balcaniche e mediterranee. Il risultato è un unicum coinvolgente che rigenera sonorità senza tempo
e le ripropone in chiave moderna veicolando un messaggio che dovrebbe essere consapevolezza di
tutti: l’etnia, ammesso e non concesso che esista, non è un elemento divisivo, ma una ricchezza di
cui tutti possiamo e dobbiamo godere. D’altronde è geneticamente dimostrato che nel DNA di
ognuno di noi ci sono elementi che ci portano in luoghi lontanissimi dal posto in cui siamo nati. Di
Visioni Musicali è uscito per Edizioni Ishtar e il consiglio è quello di far vostro l’album.
Chiudiamo queste righe con l’invito ad ascoltare Czarda / volevo un gatto nero brano che affonda
le radici nella musica popolare ungherese.
©Fortunato Mannino
Rhapsòdija Trio
Studio Alfa International