Non so dove

Non vado oltre. Ma tu, dico al giorno, tienimi lo stesso per mano.
È quella che io chiamo: la mia prima negazione lirica. Non so se.
D’altra parte, il peso dei miei anni mi cade spesso dalle mani come
un oggetto qualunque e va a finire che lo perdo non so dove.
Troppo impegnato a preparare il caffè, mi dimentico di essere. Si
tratta della meravigliosa immaturità del mio specchio adolescente.
Chiudi le imposte e guarda l’inedito paesaggio. E non
ricominciare a blaterare di perduti amori, mi dico. Mi tiro per le
orecchie, insomma. La verità è che anche l’orologio che porto al
polso è rinunciatario. Arranca malvolentieri.

©Davide Marchetti

Condividi: