Precipito dunque sono

La rima che cercavo è rimasta incastrata nel cambio. Ora la prima
non entra. E nemmeno l’ultima. Ecco, se il verso vola via non puoi
che chiudere gli occhi e aspettare. Precipito dunque sono. E il
passato si dissolve nel presente. Chiaro presente d’autore, assente
nella sua mesta insulsaggine. Insomma, la vita cancella. E io perdo
le foglie come un albero: il mio sorriso non è più ironico. È così
che mi sono ridotto a cercare disastri. Ma più che disastri sono
parvenze di disastri ciò che cerco. Insorgo contro l’angoscia che mi
dà il concreto, ma so che il mio avversario è l’astratto. Dalle mie
sfide non nasce niente, è vero, ma io nei miei fallimenti ci credo.

©Davide Marchetti

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