
Per comprendere la geopolitica, la genesi dei conflitti, le
implicazioni sociali, la psicologia delle masse, le infinite possibilità
della propaganda populista, non si può prescindere dallo studio di
un mezzo potentissimo ma alla portata di tutti. Esso è il tramite
attraverso il quale si muovono interessi inimmaginabili, beni di
consumo e mali di pancia. Poteri superiori su uno scacchiere
virtuale selvaggio, controllato dalla legge del più forte, dal peggior
prepotente, dalla faccia di culo più spudorata.
Un pomeriggio avverti un formicolio dietro la nuca, i pori piliferi si
spalancano senza un apparente motivo, eppure tu lo sai, in un
millesimo di secondo ti rendi conto che sta per raggiungerti il
segnale. Hai imparato a detestare quel suono, esso rappresenta
l’autobus contro il quale stai per accartocciarti. È la notifica che
vorresti allontanare ma sai di dover guardare: quel messaggio esige
la tua attenzione.
Apri la “chat delle mamme” e scopri che è esattamente ciò che
temevi.
Avrebbe potuto trattarsi di un augurio per una festa del patrono del
quale ignoravi l’esistenza, un compleanno, l’onomastico di un
membro del gruppo o della professoressa di geografia, e invece no.
L’allegato, a colpo d’occhio, svela già la gravità della situazione.
Si tratta di un documento, anzi no, dell’immagine di un documento
scattata con la fotocamera del cellulare all’interno di una cripta
dell’anonima sequestri, nero su grigio scuro, con tre scarabocchi che
farebbero pensare a delle firme apposte in basso a destra. Hai il
tempo di bofonchiare che mannaia la troika, più varie declinazioni
di zio, e allargare l’immagine con due dita inumidite dal sudore
nervoso. Al diradarsi della nebbia sullo schermo appannato vedi
comparire una dichiarazione d’indipendenza dei padri fondatori,
firmata nientemeno che dalle rappresentanti di classe delle altre
sezioni. Zio Franklin! Cosa si sono inventati stavolta?
In un italiano che vorrebbe strizzare l’occhio al burocratese (deve
averlo redatto la segretaria del dentista vicino alla posta, zio canino!)
par di capire che l’intento del documento sia quello di far presente al
preside che sarebbe ora di adeguarsi ai tempi moderni e permettere
ai ragazzini di superare la logica arcaica dell’esame di terza media
“basato sullo studio di percorsi già prestabiliti” (la prova orale) per
passare a un futuristico utilizzo della tesina a piacere. Ma non sarà
troppo innovativa, ti chiedi?
I tuoi occhi si abituano al buio del documento come quando va via
la corrente in casa, la batteria del telefono non si deve consumare
che non si sa mai, e vaghi nella notte in cerca di una candela,
cristonando su ogni spigolo. Le dita tremano dal nervoso per la
concentrazione quasi letale di cazzate che sei già riuscita a scorrere,
pur tuttavia riescono a trovare l’impostazione di contrasto. Aumenti
la luminosità del monitor a livelli “filtri Canale Cinque” e continui a
leggere, terrorizzata all’idea di scoprire cosa vogliano da te, a quali
umiliazioni di chiederanno di sottoporti stavolta. Scopri quanti giri
di parole possano servire per esprimere un concetto molto delicato
e profondo quale: i genitori desiderano che i propri figli svolgano
l’esame di terza media con una tesina interdisciplinare in quanto ciò
“li renderebbe più coinvolti e motivati”. Avanguardia.
Insomma, questi ragazzini si annoiano a prepararsi un discorso sulle
materie studiate, si deprimono, poverini. Perché non offrire loro
l’opportunità di aggirare questo grosso problema con una bella
tesina, vivace, ricca di contenuti, stimolante e innovativa? Quelli non
vedono l’ora di passare qualche ora su tali elaborati, scrivere
appunti, studio matto e disperatissimo, divertendosi come non mai
nella realizzazione di una miscellanea di argomenti e citazioni che
spazino dall’italiano alle frazioni, passando per il disegno tecnico
che avrà molti punti d’appoggio in religione, per poi discettare di
storia a partire da una tale figura geometrica. Roba che Alberto
Angela dovrebbe prendersi un pomeriggio libero, ma che vuol dire,
è stimolante. Soprattutto è realistico e assolutamente fattibile. Infatti
fai notare al resto della platea che, visto il largo utilizzo improprio di
AI nella realizzazione dei compiti a casa (si parla in senso generale, i
nostri ragazzi non farebbero mai una birbonata del genere, zio
ladrone!), potrebbe essere un’idea malsana quella di gettarli tra le
braccia di Chat GPT. Per tutta risposta, la rappresentante dei
genitori lancia il sondaggio. Sì, d’accordo, hai espresso
legittimamente il tuo punto di vista che è veramente di merda e
quindi lasciamo decidere alla maggioranza.
Innanzitutto non si capisce perché dovrebbe essere sufficiente una
fantomatica maggioranza per spacciare tale richiesta come la volontà
dell’intera classe. E perché non una maggioranza qualificata allora?
Magari un’oligarchia, i savi di zio, la lobby dei lettori di romanzi
fantasy. Una cosa è certa, “uno vale uno” è sempre stata una grande
truffa. Andiamo con ordine.
Esaminando i partecipanti al sondaggio si potrà notare
immediatamente una larga fetta di astenuti ed è qui che i
malintenzionati trovano terreno fertile. Gli astensionisti
probabilmente hanno un’idea di cosa sarebbe meglio fare ma non
vogliono esporsi, oppure hanno silenziato la chat. Tu cerchi di far
capire loro che, allo stato attuale delle cose, se non voteranno
lasceranno che pochi fomentati decidano il destino della collettività.
E infatti, scorrendo i nomi che hanno selezionato il SI’, ti accorgi
che c’è Raffaella, rappresentante di classe e mamma di Paolino
Rubbio. A seguire scorgi due ineffabili mamme che non ti
sorprende affatto trovare da quella parte, a seguire tale Sergio
“Rubbio” (ops!) e altri nomi mai sentiti prima. Per vincere col
giochetto della maggioranza basta inserire nel gruppo un marito,
due nonni e l’artigiano che ti sta facendo i lavori a casa. Io che non
ho parenti dovrei pagare un ufficio stampa che mi fornisca delle
identità telefoniche a pagamento, altrimenti non c’è storia, capite?
Uno vale Uno, ma diversi Uno sono sotto il controllo della
rappresentante di classe che è la Madre Nobile, una che si inventa
cose di cui abbiamo sempre avuto bisogno ma non lo sapevamo,
poi crea sondaggi per illuderci di avere voce in capitolo e li manipola
spudoratamente.
Al momento non siamo sicuri che il preside abbia ricevuto il
documento nel quale si afferma che è volontà di tutti i genitori
ottenere un esame di stato da svolgere secondo le modalità decise
dal proprio insindacabile capriccio e ci chiediamo se abbia riso o si
sia infuriato, prima di gettarlo nel cestino dei rifiuti. Ciò che
sappiamo è che abbiamo votato Raffaella come rappresentante delle
mamme, non l’abbiamo vista arrivare. Poi abbiamo lasciato che
manipolasse il sistema, inserisse sodali nella chat, zittisse i dissidenti
con sondaggi falsati, si attribuisse i pieni poteri.
Mentre gli astensionisti disattivavano le notifiche.
©Ale Ortica