Il presepe


Dalla camionetta scese un gruppo di energumeni in divisa antisommossa che, al grido di «Tornatevene a casa vostra!» presero a manganellare il povero Giuseppe, lasciandolo esangue ai piedi di un’atterrita Maria.
Su preciso ordine del Capo, un paio di energumeni salirono sul tetto della stalla per avventarsi sull’angelo: gli strapparono le piume dalle ali e lo presero a calci.
«Dannato gender!» urlavano con odio. Quella storia che gli angeli fossero creature asessuate, né uomini né donne, li aveva sempre insospettiti. «Tutte frociate.» aveva sentenziato il Capo.
Nel giro di pochi minuti le palme vennero abbattute (solo alberi italiani!), i cammelli ribaltati e i Magi caricati a forza sulla camionetta, quando il Capo venne sorpreso alle spalle dal nemico: «Matteo! Quante volte ti devo dire che il presepe non si tocca! Questa settimana è la terza volta. Ma domani ti porto dallo psicologo. Tuo padre dica quello che vuole, ma domani psi-co-lo-go!»

©Viviana Gabrini, 2025

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