
Prima di ascoltare un disco sono solito osservare la copertina. È un rito che compio ormai da
decenni perché mi piace immaginarne il processo di creazione e tentare di cogliere il messaggio che
anticipa quelle che saranno le tematiche dell’album. Non sempre funziona e non sempre le
copertine sono belle, ma nel caso di Strange Slightly Romantic Memories posso dire che mi ha
aiutato ad entrare nello spirito dell’album firmato dal contrabbassista Francesco Pierotti. I disegni
bianchi su fondo nero, che richiamano l’arte di strada, hanno un fascino atavico: evocano senza mai
raccontare, suggeriscono senza mai descrivere, un po’ come le antiche pitture rupestri. Raccontano
una storia che diventano migliaia di storie nel momento in cui qualcuno cerca di dar loro un
significato. Se questi concetti li trasliamo alle composizioni di Strange Slightly Romantic
Memories, la prima cosa che posso affermare è che Francesco Pierotti è bravo nell’offrire una
visione personale e moderna della musica jazz senza per questo stravolgerne i canoni. I ripetuti
ascolti mi confermano quello che ormai scrivo da diversi anni: il jazz è il linguaggio dell’anima e
gli otto brani originali che compongono l’album non fanno eccezione. Strange Slightly Romantic
Memories è una sorta di diario intimo nel quale confluiscono storie ed emozioni che possiamo solo
intuire, ma che diventano nostre nel momento in cui ci abbandoniamo al potere evocativo della
musica. Composizioni che possiamo pensare come affreschi di vita che per essere perfetti nei loro
chiaroscuri hanno bisogno anche di interpreti che ne sappiano esaltare le sfumature. È per questa
ragione che Francesco Pierotti ha scelto quattro talentuosi quanto fidati compagni di viaggio:
Giovanni Benvenuti (sax tenore), Cosimo Boni (tromba), Bernardo Guerra (batteria) e Francesco
Zampini (chitarra). La sinergia costruita in anni di collaborazione e la capacità di ognuno a dare il
suo personale tocco di colore alle composizioni fa di Strange Slightly Romantic Memories un
album elegante e mai scontato. Prima di lasciarvi alle note di Puddles vi ricordo che l’album è
uscito per la WoW Records.
©Fortunato Mannino
Francesco Pierotti
Stefano Dentice
WoW Records