
Vanja Gorgonzowa entra nello studio di Sabrina Bronchi, capo
progetto della Bangiài. La casa di produzione sta valutando l’idea di
realizzare una fiction sulla ex-modella per il mercato polacco, una
cosa torbida, atmosfere gotiche, scene dure, crudeltà, violenza,
linguaggio scurrile, accoppiamenti tra cani e istrici, un male del
diavolo!
La donna si chiude la porta alle spalle, appare nervosa, circospetta,
indossa occhiali scuri e un soprabito pesante, opprimente, insolito
per quella primavera caldissima e soffocante. Sembra provata, si
sieda, mi ricorda il suo nome?
«Per adesso facciamo… Ascania, va bene?»
«Cioè fra dieci minuti cambierà nome?»
«Intendo dire che voglio essere sicura che il progetto vada in porto
prima di rivelare le mie vere generalità, signora Bronchi.»
«Va bene, allora, per adesso mi chiami Armanda.»
La donna accende una sigaretta con una lentezza esasperante e
osserva la stanza attraverso una tenda di fumo, schiena rigida, le
lunghe gambe tremano impercettibilmente, sinistri scricchiolii si
irradiano dalla sedia come gemiti di dolore. Tutto è immobile,
tranne le pupille della modella che interrogano il piccolo spazio che
la ingloba. È molto tesa, dubita di sé stessa, avrà fatto la scelta
giusta?
La sua storia è intrigante, farà colpo, deve solo scegliere il modo più
efficace per presentarla. Ha scritto un libro che uscirà a settembre,
cioè, ha inviato un progetto a una casa editrice indipendente che si
occupa di madonne, esoterismo e psicopatologie: di bosco e di
riviera insomma. L’editore le ha chiesto di inviare una bozza
dell’opera e l’ha fatta realizzare da un editor, un ghostwriter al quale
va tutta la nostra simpatia. L’opera racconta delle vicende
sovrannaturali che hanno segnato la vita di Ascania da quando, in
seguito a un crollo emotivo (versione letteraria), più banalmente un
esaurimento nervoso, invece di rivolgersi al medico di base e farsi
consigliare un buon terapista è entrata nel misterioso mondo degli
esorcismi. Ha frequentato tutto il jet set della salvezza eterna, da
Padre Amorth a Emmanuel Milingo e naturalmente si è informata,
ha studiato, ha imparato a riconoscere i segni del caprone, ha visto
tutti i film sull’argomento.
I suoi stress, racconta alla capo progetto, risalgono al periodo di
fidanzamento con un nipote di un grande imprenditore di nome
Logan Roy, il quale fu…
«Ferma ferma ferma! Ma come Logan Roy? Quello di Succession?»
«Come le dicevo, Armanda, per adesso non vorrei fare nomi reali.»
«Ma non è neanche una nostra produzione, è della HBO. Va bene,
vada avanti.»
Bronchi sembra poco convinta ma è intenzionata a capire dove
vuole arrivare la vip da salotti mariani. Da quando la dissolutezza
della sua vita passata è stata purificata da sessioni di yoga ed
esorcismi, Ascania si è trasformata nella regina dei talk pomeridiani
a sfondo mistico. Ogni morte di papa, cioè proprio ogni decesso di
pontefice o caso di cronaca particolarmente efferato, ogni
sparizione di infante, qualunque situazione susciti partecipazione
nello spettatore viene affidata al commento della re-immacolata
modella. Una preghiera commossa in diretta per la scomparsa della
compianta Francesca trucidata dal fidanzato, primo piano sul viso
piegato dal dolore di Ascania, imposizione delle mani alla
telecamera, la madonna che Michelangelo avrebbe ritratto.
Tutto ebbe inizio durante una festa di compleanno.
«Avevo 20 anni ed ero stata ingaggiata come pagliaccio a molla,
dovevo uscire da una scatola tutta infiocchettata e cantare
“Menomale che Logan c’è”. È cominciata così la mia carriera nella
Catania da bere, insomma, sono diventata famosa. Il filmato di me
che saltavo fuori dal pacco è stato trasmesso su tutte le reti, durante
i tg, foto sui settimanali rosa, un esordio meraviglioso nel mondo
che conta davvero.»
«Era un pacco enorme, immagino.»
«Discreto, sì. Peccato che ogni traccia di quel glorioso passato è
andata perduta, la famiglia Roy deve aver speso una fortuna per
ripulire internet da ogni traccia. Io non rinnego nulla, mi ha
comunque portato a un felice fidanzamento con il nipote di
Logan…»
«Che si chiamava?»
«Era Paul Harry the first, non perché fosse nobile ma per non
confonderlo con Paul the second, un fidanzato successivo che ho
frequentato dopo aver visto la luce…»
«Divina?»
«Che divina? Quella del sole! Quando stavo con la famiglia Roy
presenziavo solo a eventi privati notturni, feste con nomi infantili,
Oplà-Oplà, Cippete-Cippete, signore dell’alta società, si andava tutti
all’Ippopotamo a bere champagne, però alla fine quella vita ti
logora. Lasciai il primo Paul e mi avventurai per il mondo in preda
alla depressione o così pensavo.
Ho cominciato a manifestare segni indiscutibili di possessione
demoniaca: la testa che si girava a 360°, camminavo a quattro zampe
di schiena, sapevo i fatti della gente senza che nessuno me li
raccontasse, parlavo in polacco con sottotitoli in aramaico e manco
io capivo cosa cazzo stavo dicendo, un periodo veramente difficile.
Fui sottoposta a diversi esorcismi, legata al letto che naturalmente
sollevavo fino al soffitto mentre fluttuavo, vomitavo i pasti addosso
a Leslie Nielsen, uno dei miei primi esorcisti, si faceva chiamare
Padre Mayii, io lo invocavo nel delirio demoniaco, padre Mayii… e
lui sempre celiava rispondendo “yes”, che tempi!
Dopo essere stata liberata dal demonio incontrai il secondo Paul, un
ex parlamentarista anche lui redento dopo una vita di dissolutezze e
possessioni carnali di ogni genere, andava come il pane. Era molto
avvenente, una via di mezzo tra Yul Brynner e Aigor di
Frankenstein Jr, non saprei descriverlo meglio, ma purtroppo anche
lui faceva parte del jet set e io proprio non riuscivo a reggere il
ritmo: le novene, i tridui, le celebrazioni alle 7.00 del mattino, la
comunione prima del caffè, l’ostia appiccicosa mi rimaneva in gola,
e poi la sera alle feste vip, calciatori della Nazionale degli anni ’80,
presentatori di poltrone per anziani, colleghi con cui aveva fatto dei
reality, insomma, una relazione insostenibile. L’unica consolazione
era non dover avere stancanti rapporti sessuali in quanto dovevamo
mantenerci puri fino alla notte di plenilunio del quarto allineamento
tra Plutone e Venere con ascendente Capricorno.
Dopo il secondo Paul mi sono decisa a riprendere in mano la mia
vita, letteralmente, e ho fatto la scuola per estetista e manicure, mi
sono laureata in epilazione definitiva e ho aperto un salone di
bellezza con massaggiatrici orientali, tariffa fissa, zero sorprese.
Vengo ancora chiamata nelle università a parlare della mia storia»,
«quella col parlamentarista che fa i reality tristi insieme ai babbioni
della tv?»
«Signora Armanda, io parlo di fede.»
«Ma va? Pure con quello è stata? Questa sì che è abnegazione,
signora Ascania, complimenti.»
«Lei non capisce, in questo libro ho scavato nell’abisso delle mie
proprie carni…»
«Ma che schifo!»
«… nei recessi più reconditi delle profondità del… dove ero
rimasta?»
«La vastità del… no, la profondità. Comunque sì, ho capito, intento
lodevolissimo. Però veniamo al punto: la sua interessantissima
vicenda spirituale, per altro veramente originale, teste che ruotano,
corpi snodati, lingue straniere, sarebbe sicuramente motivo di vanto
per la nostra casa di produzione, ma se non posso fare nomi,
capisce, il pubblico potrebbe rifiutare il prodotto.»
«Ma io sono pronta a fare nomi e numeri di telefono, ho conservato
le agendine di quando partecipavo ai Ciupa-Ciupa…»
«E ce li possiamo ficcare dove non batte il sole.»
Ascania si fa tre segni della croce velocissimi, sputa a terra e prende
al volo una manciata di sale dalla borsetta che poi si getta alle spalle,
il viso trasfigurato, come se avvertisse l’approssimarsi di una
presenza ostile e sovrannaturale.
«Capisce amica mia» riprende Bronchi, «se creiamo un “coming-of-
age”, un racconto del suo passaggio dalla fanciullezza all’età adulta
passando attraverso Puccia-Puccia e deliri mistici»,
«tipo “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”?» la interrompe Ascania con
entusiasmo,
«ecco brava tesoro, quella è stata una nostra co-produzione. Vede,
in quel caso abbiamo fatto nomi, Pezzali, Repetto, Cecchetto, ha
presente? Nel caso della nostra famiglia Roy, o Murdoch, o
Mengacci, come vuole, non possiamo citare i nomi reali altrimenti
facciamo la fine di quei video di lei che salta fuori dal pacco: spariti.
Understand?»
«Ma come? E il mio libro allora?»
«I libri non fanno paura, non li legge nessuno e comunque non ci
sono foto di signore dell’alta società che brindano all’Ippopotamo
sulle gambette secche di un anziano gaudente. Ci sarà giusto un
vago accenno al suo passato dissoluto, scommetto che neanche li
nomina mai i Bomba-Bomba, mi sbaglio cara?»
«Non posso rivelare i contenuti del libro che è in uscita a settembre,
tuttavia, è vero che non mi soffermo sui…»
«E l’inculata vuole darla proprio a me? Senta Ascania, dia retta, è
ancora in splendida forma, ce la può fare, si faccia proporre dal suo
agente per L’isola dei Famosi. Si presenti come un’evangelizzatrice,
un fenomeno moralizzatore, se le va bene si ritrova insieme a un
presentatore radiofonico passatello col vizio del gioco e un cantante
degli anni ’60 bestemmiatore. Resista almeno 3 puntate e poi torni
qui con una storia che si possa raccontare, prima di allora…»
«cosa? Prima di allora cosa faccio?»
«E che ne so! Chumbawamba!»
«Bamba-Bamba, intende?»
«No tesoro, Chumbawamba».
I get knocked down
But I get up again
You’re never gonna keep me down
©Ale Ortica