Le antipatiche [22] di Anna Martinenghi

super donna

foto di Christian Melfa

SUPER POWER

Sono la figlia dell’Uomo Ragno e di Wonder Woman. Sono nata nella prima puntata di una nuova serie, ma poi gli sceneggiatori hanno litigato e non se n’è fatto più niente. Che culo, eh? I miei genitori hanno continuato a salvare il mondo su canali separati e io sono stata salvata con nome nel file: Lola Parker – cartella Scartati. Son soddisfazioni.

Qui è pieno di personaggi senza storia, appena abbozzati, caduti nel dimenticatoio. Alcuni non hanno nemmeno un nome. Io, in compenso, mi chiamo come una spogliarellista che vende penne stilografiche.

Per un supereroe che funziona, centinaia vengono respinti: Supergiù non si è più ripreso da quando gli hanno stracciato il copione in faccia e la moglie dell’incredibile Hulk è stata appioppata a Shrek, senza troppi complimenti. L’amore è cieco, ma la sceneggiatura di più!

Nel file accanto al mio vive Kostantino Kent, che fa il caporeparto all’ortofrutta e dice di aver trovato l’antidoto alla Kryptonite nel succo dei ravanelli. Pare che i fratelli Kent dovessero essere due all’inizio: Superman & Supermango, ma il regista non ha gradito la tutina fruttata: il supereroe figlio unico tira di più. Lavorare in coppia non è facile. Prendete Batman & Robin. Quando Robin è passato di ruolo, c’è gente a cui è partita la brocca: la lista degli aspiranti era impressionante. I pettegolezzi ve li lascio immaginare, sembra che la parte fosse stata promessa a un sacco di gente e c’è chi è andato ai sindacati mostrando tatuaggi fatti in pegno d’amore: Batman & Loris, Batman & Jody, Batman & Kevin, Batman & Tony. Hai capito il pipistrello…

Questo posto è peggio di un ospedale psichiatrico: pieno di eroi che di super hanno solo le frustrazioni. Sapere di essere una seconda scelta non aiuta l’autostima, la smoscia e basta. Non sarei un granché come protagonista: da Wonder mamma ho preso solo la capacità di vestirmi in fretta e di fare il cambio armadi in meno di dieci secondi. La ritenzione idrica e i fianchi grossi devo averli ereditati da papà. Dalla famiglia Spider ho preso pure il veleno, sono pungente quando parlo, dico ciò che gli altri si limitano a pensare. Se mi trattengo, mi si gonfiano le ghiandole sotto il collo e devo mangiare un bel po’ di mosche prima di riuscire a calmarmi. Sono stufa di aspettare che qualcuno mi ripeschi dall’oblio, correndo il rischio di finire in qualche telefilm di serie zeta. Per questo ho chiesto di essere esportata nella cartella “Persone normali”: mi dovrò accontentare di una categoria inferiore, ma preferisco brillare sopra esseri mediocri, piuttosto che rimanere anonima nell’Olimpo degli dei.

Sono elettrizzata all’idea, non vedo l’ora di essere trasferita. Nel frattempo mi preparo: ho smesso con la birra e le sigarette, mangio solo zanzare scondite e con qualche massaggio dovrei riuscire a sfinarmi un po’. Prima o poi entrerò nel costumino di mammà e allora Persone normali preparatevi!  Aprirò un localino che sarà un bijoux: “Da Lola Parker: spogliarelli e penne a sfera”. Le penne sono in omaggio finché mi spoglio come Wonder Woman!

© Anna Martinenghi, 2015

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