Fuori posto (Page 2)

«Ti amo» gli disse lei con le guance arrossate e un’aria estatica di altri tempi negli occhi.«Ti amo» ripeté convinta «e ti porterò con me, ogni giorno, sul tram che sobbalza sulle pietre curve e antiche, nel cuore di questa triste città. Le giornate in ufficio mi sembreranno meno lungheleggi »

Il ronzio dei macchinari medici arriva attutito dal corridoio: è un rumore simile a un respiro affaticato ma costante e cadenzato. Il polmone che tiene in vita l’ospedale intero, gli viene da pensare.Il figlio scuote la testa e scaccia quel pensiero che gli sembra sciocco, gli edifici non hanno polmonileggi »

– Buon Natale, mia cara, è passata una vita ma sei affascinante come un tempo. – Vecchio adulatore, il tempo ha fatto i suoi danni eccome. Tu, piuttosto: il successo ti ha cambiato. – Successo… a volte sopravvalutiamo questa parola. – Sei il numero 1 degli influencer e lo saileggi »

«Cristo santo, Dasher, stai attento! Ma non lo vedi che cazzo fai? Mi hai appena vomitato sui piedi!» Con un gesto schifato, Prancer allontanò da sé Dasher che, barcollando, fece qualche passo per poi crollare sulla panca, ubriaco fradicio. «Questa volta abbiamo esagerato – piagnucolò Rudy – non oso pensareleggi »

LUI è un brav’uomo è un bravo ragazzo è un ottimo studente è un grande lavoratore è un bravo padre è un bravo figlio (salutava sempre) era depresso aveva perso il lavoro aveva paura di perdere il lavoro era stressato era preoccupato aveva paura che (ma non sembrava grave) sileggi »

La donna si fermò sulla soglia del locale gettando uno sguardo rapido attorno: la sala della caffetteria-osteria della stazione ferroviaria era gremita di viaggiatori che in quel momento stavano pranzando, ma le ci volle solo una manciata di secondi per individuare il posto migliore per sedersi.Stringendo la borsa nera alleggi »

Era un grand’uomo, sono orgoglioso di aver lavorato al suo fianco. Stringendo l’ennesima mano e ascoltando per l’ennesima volta parole che all’incirca si equivalevano, Adele si sentì infinitamente stanca e si chiese quando sarebbe terminata quella giornata così faticosa. Una pioggia talmente inconsistente da sembrare vapore le inumidiva le cioccheleggi »

Mi chiamo Antonia, ho sedici anni, la mia vita sta andando a rotoli e odio il mare. In quella tarda primavera del 1990 le disgrazie parevano abbattersi su di me a multipli di tre alla volta. I miei genitori stavano per separarsi, mio padre aveva ingravidato la segretaria neo maggiorenne,leggi »

Alla Bella Elena la serranda si alzava puntuale ogni mattina alle 7 e si abbassava alle 8 di sera; una sola lunga pausa (fra le 2 e le 4 del pomeriggio in inverno, dalle 2 alle 5 in estate), quando la proprietaria chiudeva la cucina, rassettava e si riposava nellaleggi »

La Elide si lascia andare contro lo schienale del divano con un sospiro che è stanchezza ed è rassegnazione. Ha la casa piena di gente e fra qualche ora sarà anche peggio ma lo sapeva che sarebbe successo. Socchiude appena gli occhi e cerca di isolarsi ma non le riesceleggi »