Non ci sono più le estati di una volta

13 luglio 2236

Mia amica adorata, 

qui continua a piovere, e io ho messo una copertina al mio letto, ma conservo la consapevolezza che siamo in luglio.
Meno lucidi sono i nonni. Il nonno in particolare pensa che Natale sia vicino. Sta sfoderando la stella cometa con le lucine luminose e minaccia di appenderla sul terrazzo. Ha tentato anche di estrarre gli scatoloni dove sono riposte le statuine del presepe, ma la nonna è imbizzarrita e ha cominciato a colpirlo sul crapone con ogni sorta di oggetto contundente.

L’ho fermata quando ha imbracciato l’anguria.

Allora il nonno ha risposto gli scatoloni e ha cominciato a inveire contro chi devasta il pianeta, rovinando l’ecosistema con i rifiuti tossici, gli stipendi degli onorevoli e i topless. Per punirci di tutti questi vizi capitali – 3, ed estesi ad ogni angolo del globo, non solo alle capitali (battuta sempre del nonno) – Dio ci sta mandando il diluvio. Siccome però è buono, ce lo manda a rate, così invece di salvarci, ci incazziamo soltanto e finiamo tutti all’inferno. Credo che in paradiso ci sia un serio problema di spazio. L’inferno è più spazioso. Anche lì c’è qualcuno che è stato più abile con le tangenti immobiliari. E soprattutto hanno chiarito subito che non vogliono magistrati onesti in nessuna forma.

Comunque, spero che presto spunti un timido sole, anche temporaneo e precario. Sarebbe in tono coi tempi e gradito a Brunetta, che anche di lui direbbe probabilmente che è la parte peggiore dell’Universo. In ogni caso, forse con la luce il nonno rinsavirebbe e accetterebbe di rinfoderare la stella cometa e di aspettare almeno ottobre per cercare di salvare l’umanità anticipando l’arrivo dei Re Magi. La nonna, inoltre, forse rallentata nei processi cerebrali dalla trapunta che il nonno le ha depositato a tradimento sulle gambe, ha avuto una colluttazione col televisore nuovo a schermo piatto, che non obbedisce ai suoi ordini e si rifiuta di fornirle il canale che lei desidera, ostinandosi a scodellarle il canale che lei digita sul telecomando. Dopo aver cercato di convincermi che i numeri sul telecomando non corrispondono ai numeri che si vedono sul televisore e che corrispondono solo quando i tasti li premo io, ha deciso di convocare un esorcista e mi ha guardata come se fossi indemoniata.

Penso che l’unico essere normale in questa casa in questo momento sia il cane Zoe. Stanotte però anche Zoe faceva cose strane. Soprattutto, russava. Io non ho mai sentito di un cane che russa. Quando si mette a cantare “Oh bella ciao”, la denuncio ai Leghisti e la fidanzo con un pastore tedesco un po’ nazista. Faccio bene?

Ora affronto la giornata, in questo luglio distopico e piovoso. Ci vorrà del coraggio, che stamani la vegliarda si è svegliata di umore pessimo e alle otto aveva già litigato con tutti, in primis con suo marito che aveva osato dire che il pigiama con la decalcomania dei puffi che gli ha comprato al mercato non gli piace e non se lo vuole mettere neanche nel sonno. Ne consegue che la vegliarda lo obbligherà a metterselo per andare in bicicletta, pratica che coltiva per poter guardare insospettato le signorine in costume da bagno d’estate. Peccato che non sembri estate. E neanche giorno, perciò accendo la luce. Le signorine stanno ricoverate in rifugi riscaldati a legna.

Stammi bene, mio tesoro. E se non hai mie notizie, sappi che ti ho amata perdutamente.

©Nicoletta Vallorani, 2020
 
Nicoletta Vallorani
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