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Scusi, avete “La vita pratica: distruzioni per l’uso”? È rimasta l’ultima copia. La prendo. Ma non vuole dare un’occhiata prima di acquistarlo? No, no, lo compro in ogni caso. Ah, quindi sa già di cosa parla? In un certo senso. Capisco. Di cosa parla? È la storia di uno cheleggi »

Roger fu adottato da una signora molto conosciuta in paese per alcune strambe abitudini, come quella di trasportare su un passeggino il suo cane di piccola taglia e casata sconosciuta, vestito come un paggetto e appollaiato tra vecchi foulard e sacchetti della spesa.Il micetto fu posto sullo schienale dello specialeleggi »

Mia madre mi narrò le lacrime di una colomba dalla carne falciata con un coccio di bottiglia e ricucita ad arte con sette spine d’acacia. Mi narrò, mentre mi teneva ferma, l’equivoco dell’amore, i suoi spiragli stretti. Suturai con giallo d’uovo e acqua sacra camminai a passi piccoli, marcia eleggi »

Nessuno ti prepara all’esperienza della chat delle mamme, così come nessuno ti chiede il permesso prima di inserirti in quel ginepraio litigioso e passivo-aggressivo mascherato da “utile strumento per restare aggiornati sulle attività scolastiche dei nostri bimbi” che una volenterosa genitrice si premura di creare su WhatsApp. I numeri vengonoleggi »

Dovremmo regalarci fiori coprirci di petali respirare il pezzo d’azzurro che ci incorona la testa aspettare le api godere della pioggia piantati in questa terra a portar frutti di bellezza Che i fiori non sanno a cosa serve la guerra ©Anna Martinenghi©Viviana Gabrini podcastleggi »

Quand’ero piccolo chiedevo spesso ai miei quand’è che mi sarebbero arrivati i superpoteri tanto desiderati. Mi veniva una tale rabbia: Perché non divento l’Uomo Ragno? Quando sarò Lanterna Verde? E la mia vista ai raggi x? Finché non ho scoperto (sarò stato poco più di un ragazzino) che io illeggi »

Foto di eko pramono da Pixabay

Quando mamma ha chiuso la porta mi sembrava proprio buio buio, dovevo stare ferma per non sbattere contro le cose e non rompere niente e farmi male. Poi, piano piano gli occhi si abituano e incomincio a vederci almeno un po’. La striscia di luce che passa da sotto laleggi »

24.12.191227.12.1983 Natale scende dal treno trascinando con sé una sacca e un borsone. Si ferma sul marciapiede dell’unico binario e si asciuga la fronte dal sudore: è la metà di giugno, ma il sole picchia già mordendogli i pensieri.“Un passo dopo l’altro,” si dice muovendo le gambe, pesanti come montagne,leggi »

Lo aspettiamo qui il futuro, dentro camicie a quadri, sotto maglioni a righe, nel colletto il passato, sui polsini bagnati il presente. Siamo già stanchi, scrivono gli esperti, disertiamo i banchi, curiosi di niente, una fame selettiva nella tasca inappetente. Ma abbiamo sgamato, sotto i tappeti di casa la polvereleggi »