Mafalda Minnozzi – Natural Impression

Natural Impression

Presentare in poche righe la figura artistica di Mafalda Minnozzi non è semplice. La sua carriera è
caratterizzata da quella che sembra un’insaziabile curiosità culturale che la spinge a cimentarsi con successo in diversi ambiti. La Musica è il campo artistico che la vede come una delle voci più belle del panorama jazz mondiale. Una definizione che risulta riduttiva perché se è vero che è l’amore per il jazz a dare il LA a quella che sarà un’incredibile carriera artistica, è altrettanto vero che il Brasile, sua seconda casa, la inizierà alle sue mille sonorità.
L’ascoltatore meno esperto rimane da subito affascinato dall’eleganza della musica e del canto e poca importa se la lingua è italiano o inglese o portoghese o francese. L’ascoltatore esperto rimane affascinato anche dalla tecnica e dalla capacità di rileggere classici contaminando generi solo apparentemente lontani, creando di conseguenza uno stile assolutamente personale. Sono queste le considerazioni che si fanno e le emozioni che si provano ascoltando Natural Impression, album uscito i primi di settembre per la MPI (Musica Popolare Italiana).
L’album si snoda lungo quindici brani che perlopiù attingono a quella che è la musica brasiliana: apre e chiude l’album un brano di A. C. Jobim, ma lungo il percorso troviamo brani classici di altre latitudini come Ne Me Quitte Pas o Useless Landscape o ancora E Penso a Te. Chi segue la musica di Mafalda Minnozzi non farà fatica ad associare Natural Impression a Sensorial – Portraits in Bossa & Jazz uscito nel 2020 e posso affermare che se vi sono delle affinità vi sono anche profonde differenze.
Sono entrambi un tributo a grandi della musica ma se Sensorial rilegge i classici esaltandone il lato più emozionale Natural Impression parte da una rilettura più tecnica dei singoli brani. Mafalda Minnozzi e Paul Ricci, chitarrista arrangiatore e produttore dell’album, nel rendere omaggio a tanti grandi musicisti scompongono battuta per battuta i singoli spartiti e li ripropongono contaminandoli con i chiaroscuri che il latin jazz brasiliano regala. Un’affinità con il precedente è il gran numero di artisti, tutti di fama internazionale, che accompagnano Mafalda Minnozzi in questo meraviglioso viaggio, nominarli tutti è impossibile quindi l’invito è scoprirli ascoltando l’album. Album di cui offriamo un assaggio proponendo il video di Águas de Março, brano senza tempo di A. C. Jobim uscito nel 1972.

©Fortunato Mannino


Mafalda Minnozzi: https://www.instagram.com/mafalda_minnozzi/
Stefano Dentice: https://www.facebook.com/stefano.dentice.96

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