Dietro le sbarre

C’è il serio pericolo che possa scappare.
È per questo che lo tenete legato?
Non solo. Lo teniamo sotto costante osservazione.
Cioè, uno di voi lo tiene imprigionato con lo sguardo ventiquattr’ore su ventiquattro?
Esattamente.
Ma, mi tolga una curiosità, se scappasse, dove andrebbe?
Dovrebbe chiedermi: cosa farebbe?
E va bene, cosa farebbe, se fuggisse via?
Divulgherebbe il proprio smarrimento.
Ah, ecco.
La vedo perplesso.
Non capisco bene quale pericolosità.
Scusi se la interrompo, mio buon amico. Quello è un poeta. E noi ragionieri non rischiamo di mettere tutto il sistema a rischio per un poeta.

©Davide Marchetta

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