
Un giorno io morirò. E poi tu morirai. Senza essere moriremo. E
voi morirete. Essi moriranno. Senza esserci anche lei morirà. E poi
inevitabilmente anche lui. Accuso gli altri e odio me stesso. E so
che quei due occhi che mi guardano sempre sono i miei. Non ho
un nome proprio, semmai ho un nome improprio. E alla finestra
sulla rupe di mattina, dico sempre più spesso: Buongiorno, inizia il
martirio. Forse perdere ogni cosa è il mio obiettivo. Io non chiedo
amore, chiedo rifiuti su cui costruire qualcosa. Spazio all’odio,
quindi, e andiamo avanti. Cerco nel vuoto nuove ambizioni. Il
vuoto: è la vita stessa a dirmi di no. Ed è un no sontuoso.
©Davide Marchetti