
Vorrei denudarmi dalla A alla Z. Vorrei leggermi senza alcun
vocabolo addosso. Vorrei recitare i miei versi senza veli. E poi
vorrei che la tua pelle seducesse il mio silenzio. Nel cuore del mio
inaudito presente, vado cercando le nuvole. E sono obbligato dalle
parole a punire me stesso. Certo che mi fa paura la pagina bianca.
Ma ne sono innamorato. Farnetico ma non mi spezzo. Non: dove-
sono-finito? Ma: quando? La mia anima è stata condannata – ma
da chi esattamente? – ai lavori forzati. Per cui mi accorgo che
anche il mio erotismo è fatto di dispiaceri. Sì, è vero, l’ho già detto:
quando si tratta di vivere, improvviso.
©Davide Marchetti