La débâcle dell’anima

L’anima che rimane senza linguaggio. L’anima ridotta al silenzio e costretta in un angolo. L’anima che aspetta una seconda vita. L’anima che sta sempre andando alla casa del padre. L’anima che ruba parole nella casa del padre, ma anche un orologio d’oro, una poltrona sfondata, una padella arrugginita. L’anima che non agisce, che sperpera. L’anima che spia il mo ndo. L’anima che prova a spiegarsi: Col ragazzo-che-ero non mi rivolgo più la parola. Non ci salutiamo nemmeno quando c’incontriamo. Siamo diventati appunti di un diario. Pretesti. L’anima che inganna la vita. Ma poi non tanto. L’anima che irride tutto, non capisce e non vuole capire.

©Davide Marchetti

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