
VIV: Buongiorno Regina. O forse dovrei dire Makeda? O Bilqis? Nella Bibbia e nel Corano non vieni mai chiamata per nome, ma solo come regina di Saba o regina del Sud e tutti sanno che sei la ricchissima sovrana di Saba che attraversò deserti e mari per incontrare Salomone a Gerusalemme. Chi eri davvero: regina yemenita del X secolo a.C., sovrana etiope, o entrambe le cose come dicono alcune tradizioni?
REGINA DI SABA: Chiamami pure come vuoi, cara. Nella Bibbia sono solo “la regina di Saba”, senza nome, perché bastava il mio regno a definirmi, un po’ come certi influencer che mettono solo la bio “CEO di me stesso” e tutti capiscono. Saba era un potente stato commerciale nel sud dell’Arabia – oggi Yemen – ricco di incenso, mirra, oro e spezie. Controllavamo le rotte carovaniere dal Mar Rosso all’India. Io ero la sovrana che governava quel commercio, una donna al potere in un’epoca in cui poche regnavano da sole. Le tradizioni arabe mi chiamano Bilqis, forse da una radice che significa “colei che spezza” o “concubina regale”, scegli tu quale ti piace di più per il tuo prossimo nickname. Gli etiopi mi chiamano Makeda: per loro sono arrivata in Etiopia come regina del Sud, ho incontrato Salomone, ho concepito Menelik I e ho portato la fede monoteista nel Corno d’Africa. Il Kebra Nagast dice che mio figlio ha preso l’Arca dell’Alleanza da Gerusalemme e l’ha portata ad Aksum. Coincidenza storica o leggenda fondativa? Decidi tu.
VIV: Secondo alcuni studiosi, tuttavia, la tua reale esistenza, è controversa…
REGINA DI SABA (con tono irritato): Ti sembro forse meno che vera??
VIV: No, no, dicevo…beh…ecco…
REGINA DI SABA: Usa ancora di questi tempi tagliare la testa a chi manca di rispetto a una sovrana?
VIV: Chiedo ad Amnesty e ti faccio sapere. Ma torniamo a noi: quindi il viaggio da Saba a Gerusalemme non era solo curiosità. Hai portato 120 talenti d’oro – oltre due tonnellate – spezie e pietre preziose. Era un test diplomatico, commerciale o personale?
REGINA DI SABA: Tutto insieme. Avevo sentito parlare di un re che aveva costruito un tempio immenso, accumulato ricchezze folli e soprattutto aveva fama di saggio senza pari. Volevo vedere se era vero o se era solo propaganda di corte, tipo quei reel che dicono “milionario a 25 anni” e poi scopri che ha ereditato dalla nonna. Sono partita con una carovana enorme per dimostrare la mia potenza, ma anche per aprire commerci stabili. Salomone ha risposto a tutti i miei enigmi, e ne avevo di tosti, ma ha risolto tutto, dimostrandomi che la fama di uomo saggio non era immeritata. Poi mi ha mostrato il suo palazzo…
VIV: E arriviamo all’episodio del pavimento di cristallo.
REGINA DI SABA: Già. Salomone aveva fatto costruire un pavimento di cristallo, limpido e ben levigato, e sotto vi faceva scorrere dell’acqua, al punto da farlo sembrare una piscina. Io ho creduto di dover attraversare dell’acqua, e così ho sollevato le vesti per non bagnarmi… e lui ha visto le mie gambe pelose. Qualcuno dice che volesse verificare la mia fama di donna che non si depila, secondo altri voleva scoprire se avevo zampe caprine, come narrava una leggenda sulla mia origine sovrumana.Trucco da quattro soldi per umiliarmi. Io ho riso e ho pensato: “Complimenti, hai speso un patrimonio per farmi fare la figura della yeti in tunica”. Poi me ne sono tornata a casa con doni ancora più grandi. Affare chiuso.
VIV: Secondo molti questa storia è solo un pettegolezzo per demonizzarti. Nelle versioni arabe e talmudiche ti dipingono quasi come una strega o una jinn.
REGINA DI SABA: È un dettaglio che gira da secoli, probabilmente per sminuire una donna potente: sai com’è, quando una regna meglio di te, l’unica soluzione è dire “sì ma ha le gambe da orso”. All’epoca le donne del sud non si depilavano come oggi, forse avevo peli più evidenti, forse no. Salomone ha usato il cristallo per mettermi in imbarazzo, io ho reagito da regina: non sono arrossita, non sono scappata. Ho continuato a negoziare. Nelle tradizioni arabe Bilqis diventa quasi una maga che adora il sole; nel Corano Salomone la converte. In Etiopia invece sono Makeda la saggia che porta la vera fede e fonda una dinastia. Ognuno mi ha usata per i propri scopi. Io dico: almeno non mi hanno mai accusata di aver copiato le stories.
VIV: E il figlio, Menelik I? È vero che hai avuto un rapporto con Salomone e che da lì nasce la dinastia salomonide etiope?
REGINA DI SABA: Nella Bibbia no, non si parla di nulla del genere: solo visita, enigmi, doni e arrivederci, molto professionale, zero drama. Ma nel Kebra Nagast, il nostro poema nazionale, Salomone si innamora, mi inganna con un tranello (mi fa bere vino e giura di non toccarmi, poi lo fa lo stesso), rimango incinta, vado in Etiopia, partorisco Menelik. Lui cresce, va a Gerusalemme dal padre, poi torna con l’Arca. Da lì tutti gli imperatori etiopi si sono detti “discendenti di Salomone e della regina di Saba”. È la nostra epopea nazionale: ci ha dato legittimità divina per secoli. Se sia successo davvero? Non lo sapremo mai. Ma ha funzionato meglio di qualsiasi DNA test da 99 euro.
VIV: E però, alla faccia del consenso.
REGINA DI SABA: Altri tempi. Per fortuna oggi avete una legge che…
VIV: No, non l’abbiamo. Almeno nel mio paese. Te lo spiego dopo. Ma parliamo di potere. Un consiglio alle donne di potere di oggi, quelle che guidano aziende, governi, startup o semplicemente comandano la loro vita senza chiedere permesso a nessuno?
REGINA DI SABA: Alle donne di potere di oggi dico questo: non fatevi mai umiliare da un pavimento di cristallo, cioè da trucchi da maschi che vogliono farvi inciampare solo per dimostrare che comandano loro. Portate sempre con voi il vostro oro – le vostre competenze, i vostri soldi, le vostre alleanze – e non abbiate paura di mostrarlo. Testate gli uomini (e le donne) che vi circondano con enigmi veri: chi merita il vostro tempo? Chi risolve problemi invece di crearne? E quando vi dicono “sei troppo aggressiva”, “troppo ambiziosa”, “troppo pelosa” (metaforicamente, eh), ridete e rispondete: “Grazie, è il mio superpotere”. Non aspettate l’approvazione di un Salomone per regnare. Regnate e basta. E se vi serve un alleato, sceglietelo saggio, non solo potente. Il resto è solo polvere del deserto.
VIV: Parlando di donne di potere, che cosa pensi di Giorgia Meloni?
REGINA DI SABA: Chi?
VIV: Ricevuto…
REGINA DI SABA: Dal turistico a palazzo Chigi, da figlia di un narcotrafficante a presidente del consiglio, non è un viaggio da fine settimana low-cost. Però io aprivo rotte commerciali con mezzo mondo, lei vuole chiudere i porti. Io portavo incenso e oro a chi pagava meglio, lei accetta e ringrazia per i dazi commerciali a vostro svantaggio. Io ho riso in faccia a un re che mi umiliava con un pavimento di cristallo, lei si umilia con entusiasmo e si inchina davanti a un esportatore di morte. Simili per ambizione, lontanissime per visione: io costruivo imperi con lo scambio, lei sembra voler difendere un fortino che puzza già di muffa. Rimarrà un capitolo breve e grottesco nei libri di storia.
VIV: E invece che cosa dici, oggi, a chi ti studia o ti mitizza?
REGINA DI SABA: Dico: non cercate prove archeologiche di me, perché forse non ce ne sono. Ero una regina reale di un regno reale, ma la mia storia è diventata leggenda perché ero donna, ricca, saggia e ho sfidato il re più famoso dell’epoca. Non inseguite miti per trovare “la verità”. Usateli per capire chi eravate e chi siete. E se qualcuno vi umilia con un trucco da quattro soldi, pavimento di cristallo o reel virale, rideteci sopra e continuate a comandare.
VIV: Regina: balletti, opere liriche, dipinti di Rubens e Piero della Francesca, poemi, romanzi… il tuo mito è ovunque da tremila anni. Che effetto ti fa?
REGINA DI SABA: Mi fa ridere. Io ho sudato sui cammelli per quaranta giorni escogitando enigmi, e finisco pin-up esotica con velo trasparente e curve barocche (Rubens mi ha fatto bionda e prosperosa, io ero più scura e con i calli. Handel mi mette a cantare arie da soprano: io contrattavo oro, non facevo opera). Balletti in tutù con incenso glitterato? Grazie, ma no, grazie. Tutti mi hanno ridipinta: per i cristiani sono convertita, per i romantici sensuale, per gli orientalisti misteriosa. Filtri per secoli.
Ma in fondo mi lusinga: una donna che ha sfidato un re con enigmi e zero paura è diventata simbolo immortale. Non sono passata inosservata. Meglio di tanti re dimenticati.
VIV: Grazie, Makeda/Bilqis/regina. Sei stata chiara, diretta e un po’ leggendaria. E pure simpatica, ammettilo.
REGINA DI SABA: Di niente. E se fai un reel con questa intervista, mettici l’incenso. Funziona sempre.
©Viviana Gabrini, 2026