Il tempo del miglioramento sospetto

Io la scrittura, la mia scrittura, la subisco. Perché la mia scrittura è
indiscreta e, parliamoci chiaro, vuol rivelare tutto di me. Io lo
chiamo il tempo del miglioramento sospetto. È per questo che ho
cominciato ad andare a scuola di silenzio. È lì che ho scoperto il
diletto della rinuncia. È lì che m’hanno insegnato che ieri non
esiste. E nemmeno domani. Insomma, io non vorrei che si venisse
a sapere che sono io che ho ucciso me stesso. Che la mia anima
tormentata non t’inganni, dunque, dico a te, mio lettore: mente
sempre. Lo so, lo so, è elementare: quello che sono non è quello
che penso di essere. È elementare, eppure.

©Davide Marchetti

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