
Spietata malinconia. Da quant’è che la mia anima attende il suo turno? È una metafisica dell’impossibile. La mia anima disamina.
Voglio amarti, mi confessa, non solo armarti. In fin dei conti, perdo il presente, tutto qui, mi dico. E d’altra parte non sto cercando niente. A parte tutto. Non ho paura a dirlo: mi faccio paura. Nego il futuro. Nego perfino la negazione di me stesso. Ieri mattina, ho incontrato il mio sosia: è invecchiato. Ma dal tempo,
lo sapete, non mi aspetto niente di buono. Sono io che sono andato a letto con la materia oscura. Dunque, di che mi lamento se sono nati tanti piccoli me?
Il dolore che infliggi a te stesso non è mai involontario.
©Davide Marchetti