Ale Ortica (Page 5)

Nata e cresciuta a Rocca Castello, legge avidamente e scrive
pigramente sotto dettatura di due gatti fratelli con mamme diverse.
I suoi riferimenti culturali sono Stephen King e Abigail Mitchell.

«Domenico, corri! Domenico ti vuoi sbrigare?»La gente cominciava a innervosirsi e invocava l’unico uomo in grado di risolvere la situazione. Erano le nove del mattino, c’erano poche persone in spiaggia, i soliti mattinieri con il quotidiano da leggere in santa pace, qualche giovane mamma con un bimbo da non esporreleggi »

Irena aveva gli occhi gonfi di sonno e pesti di noia, stava davanti alla televisione già da un paio d’ore, se non contiamo l’esposizione distratta durante la colazione e le pulizie del mattino. Era stata inglobata dal divano sghembo come una cellula divorata da un virus e osservava con interesseleggi »

Marta preparava amorevolmente l’attrezzatura sportiva del marito, che poi era anche la tenuta da lavoro di Ignazio. I pantaloncini con conchiglia di metallo inserita nella patta erano verde smeraldo, splendidamente decorati con applicazioni dorate a forma di foglie lunghe e sottili in cerchio, erano stati appena rimessi in forma dall’armaiololeggi »

In questo racconto non c’è mistero, non c’è storia, non c’è trama, ci sono solo io che cammino in mezzo a voi, cari indaffarati lettori della narrazione da due minuti e lascia. Ci sono, sto qui con voi mentre controllate i tempi di lettura stimati e scegliete con soddisfazione eleggi »

Il ragazzo era moderatamente emozionato, in casa c’era tensione ma i genitori cercavano di mantenere un clima gioioso di festosa attesa.La mamma aveva speso molti soldi per un vestito nuovo, a dir la verità anche piuttosto pacchiano, una specie di tunica appesantita da paillettes scoppiettanti che aveva visto su unaleggi »

Io e Max avevamo ideato una serie di riti durante i nostri vent’anni insieme da concubini illegittimi figli di Satana non sposati, tutti deliziosi, che contribuivano a scandire quelle giornate passate insieme e dareun ritmo alla nostra reciproca compagnia.Io scrivevo a tempo pieno e lui era il mio correttore dileggi »

Alla fine erano riusciti a inserirla nella capsula, nonostante ellaopponesse una resistenza al limite delle sue possibilità.Le avevano intimato di non muoversi, che se avesse urlato orespirato convulsamente, quella permanenza forzata sarebbe durataancora di più. Lei smise di agitarsi e impose a sé stessa di fingersisvenuta, già, ma come sileggi »

Era diventata una stradina piena di curve che si inerpicava in mezzoa una boscaglia sempre più fitta, formata da smilzi alberi dallechiome rosse e arancioni, spazzate da quelle incredibili folate divento invernale e perfettamente visibili nonostante i vapori dinebbia che si stavano addensando intorno alla vettura. C’eraun’urgenza non dichiarata nell’andaturaleggi »