Ale Ortica (Page 4)

Nata e cresciuta a Rocca Castello, legge avidamente e scrive
pigramente sotto dettatura di due gatti fratelli con mamme diverse.
I suoi riferimenti culturali sono Stephen King e Abigail Mitchell.

Recentemente ho letto su un social una piccola perla di saggezza mascherata da facezia, il meme recitava più o meno così: possiamo fare entrare la formula “poi vediamo” nel vocabolario italiano col significato “no, non succederà mai”? La finzione del “poi vediamo”, la bugia che diciamo ai bambini per interrompereleggi »

Tutto ciò che leggo infiamma la mia fantasia, che si tratti di un romanzo o di un articolo di politica. Sbagliano infatti coloro i quali considerano quest’ultimo argomento tedioso e indigesto, si vantanoaddirittura di adoperarsi per mantenere una costante distanza con esso, non leggono quotidiani, non si interessano a leggileggi »

Abitiamo un mondo totalmente personalizzabile. Possiamo scegliere chi siamo componendo un avatar che si sparerà le pose sui social al posto nostro, poi un amico ti fa notare che il tuo personal pupazzoè pieno di capelli mentre ieri ti ha visto in palestra con una pista di pattinaggio al centroleggi »

Il sole inondava l’enorme stanzone nel quale la Lady espletava molti dei suoi numerosi compiti. Il calore entrava da una finestra di dimensioni monumentali posta esattamente dietro una pesantescrivania di mogano con piano in pelle, ingombra di fogli, libri, album e matite colorate. Le tende erano tirate in attesa cheleggi »

Il museo era enorme, conteneva decine e decine di aerei in posa come pachidermi presuntuosi, sembrava si guardassero in cagnesco per valutare chi avesse meritato l’allestimento più sontuoso, la rimodernata più efficace. Uno aveva fatto la guerra, tanta guerra, ed era stato ritrovato in mille pezzi tra macerie desolate, inleggi »

È il miglior Governo possibile, quasi un condominio, ma di quellipiccoli, che non necessitano di amministratori, solo qualche piccolofraintendimento, una scaramuccia, irrisori dispetti riparatori e poitutti amici. La luce delle scale accesa anche di giorno, il ministro nonsi pulisce i piedi e lascia macchie di fango sulle scale, la ministraleggi »

Nina si trovava catapultata nelle incombenze della vita quotidiana, senza la compagnia e il supporto di Max che aveva cambiato lavoro e usciva ogni mattina per andare in ufficio. Lei lo immaginava buioe tetro, col ronzio di vecchi tubi al neon con le ragnatele penzolanti, annerite dalla polvere, sopra cubicolileggi »

Max era concentrato, gli occhi sul monitor del portatile e la mano sul mouse, pronta a trascinare le sue idee da un punto all’altro del progetto. La voce di Nina lo raggiungeva, ovattata, dal bagno. Unasorta di nenia, un basso brontolio, molto diverso dalle reazioni squillanti della donna e daileggi »

Soffro di disturbi del sonno. Non dormo come gli altri esseri umani, non passo 8 ore in uno stato di misericordiosa assenza di coscienza, preoccupazioni, paura, rabbia, tensione. Questo stato di splendida eagognata distanza da me stessa può durare al massimo due ore, poi arriva il folletto del sistema nervoso,leggi »

Sono una che non piange mai per un’emozione. Di dolore sì, quello fisico, come mi pungi con un ago mi butto sotto un tavolo e invoco pietà. Ho la soglia del dolore di un ustionato, costantemente terrorizzata all’idea che qualcuno possa infierire su di me. Però non mi commuovo, seleggi »