
Ci vediamo più tardi, dico a me stesso, mentre mi appresto a
uscire da casa. E scopro che la verità non esiste. Ecco perché ogni
mattina faccio i miei esercizi di ampliamento dell’istante. L’istante,
unica verità. Oblio che maschera (e smaschera) perfino l’oblio. Poi
i libri, i miei libri, contenitori di parole. E il cielo, che non ha
orecchie per sentirmi. È questo il punto: affrontare le fandonie
interminabili. Le altrui parole. Quando sai bene che le lacrime
sono un’altra cosa. E non stanno a guardare. Sono sincero: io non
sono sincero. E so bene che il tempo sta banchettando col mio
corpo. Non beatificatelo, urleranno al mio funerale.
©Davide Marchetti