Vendesi casa disperatamente [1] di Chiara Munda

© ph. C. Munda

TESTIMONI DI IMMOBILI
– Episodio 1 –

Milano, Marzo 2017, ore 18

Suona il citofono
«Sì?»
«Buonasera signora, sono Alice, la disturbo? È un buon momento?»
«Buonasera Alice, la ringrazio ma non mi spaventa la fine del mondo».
«No no, sono Alice di Rattazzi Immobiliare, ha un attimo?»
«Ah, non avevo capito. Sì, mi dica».
«Grazie, com’è gentile; sa se qualcuno nel palazzo vende?»
«Scusi?»
«Le chiedevo, sa se qualcuno in questo palazzo vende casa?»
«Ah. No, non lo so».
«…»
«Però io non vendo».
«Ah».
«…»
«Sicura?»
«…»
«Mi sente?»
«Sì, sono abbastanza sicura. Ma forse perché nessuno mi aveva ancora citofonato per propormelo».
«Come?»
«Niente, scherzavo».
«Le interessa una valutazione del suo immobile?»
«La ringrazio, lei è molto gentile, ma no, non mi interessa».
«Gratuita e senza impegno, eh!»
«Sì, immaginavo non ci fosse un notaio col fucile carico e il rogito caldo».
«Nessun notaio, si figuri!»
«…»
«È ancora lì?»
«Sono ancora qui. La ringrazio ancora, ma, sul serio, non m’interessa. Buona se…»
«Gratuita e senza impegno, s’intende!»

Alice, a me dispiace. Sul serio, mi spiace che tu sia costretta a suonare il campanello sperando che qualcuno decida di vendere casa perché come citofoni tu neanche i testimoni di Geova. Però no, non mi interessa. Grazie, ma no. Non m’interessa.

«Non deve firmare niente, prendiamo un appuntamento e facciamo una perizia».
«…»
«Senza impegno, eh!»
«Guardi, non vorrei farle perdere tempo».
«Per noi è un piacere acquisire nuovi clienti».
«Clienti?»
«Sì, sono la ragione per cui lavoriamo!»
«È che io non diventerò vostra cliente, non voglio vendere».
«…»
«…»
«È questione di un quarto d’ora, una valutazione può sempre far comodo. Senza impegno, eh!»

Mi immagino l’ufficio. Il capo dev’essere uno con i capelli pettinati a leccata di mucca e il completo gessato blu. Mi immagino lui che la manda a suonare i campanelli per tirar su qualche contatto. Mi immagino che se torna dicendo che la gente non vuole vender casa neanche dopo che una tizia gliel’ha chiesto per citofono, lui le dice che ha lavorato male e la obbliga a fare uno straordinario non retribuito al corso di tecniche di persuasione dei venditori di Folletto. Mi immagino un ufficio vuoto e lui che dice «se i clienti non vengono qui, andiamo noi da loro». Una personalizzazione della cosa di Maometto con la montagna, tipo Mohamed Marketing Edition. Mi immagino che dica così con l’espressione di uno convinto di aver capito tutto dalla vita e la mandi in giro per il quartiere a rompere le palle.
Mi immagino che la maggior parte delle persone si irriti a sentirsi disturbare in casa propria da una che fa domande del genere. Che se magari qualcuno cambia idea sul gestore telefonico che propone un’offerta a cinque euro e novanta ogni quattro settimane quando la signorina del call center è gentile, nessuno vende casa per assecondare la cortesia dell’agente immobiliare. Se poi non è cortesia ma solo insistenza, ecco, mi immagino che la gente la mandi a cagare. Senza troppi mezzi termini.
Va bene, le dico, facciamo venerdì alle 16. Così il capo non ti cazzia.

(To be continued…)

© Chiara Munda, 2017

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