Uno scatto, una vita [10] di Gabriella Baiesi

© foto di Baiesi

© foto di Baiesi

PARIGI, PARIGI…

Questa è la mia foto sul profilo FB, la vedete da tanto, forse troppo, come dice il sistema automatico FB. Ma io non la cambio e non vorrei cambiarla mai… (forever).
Perché?
Perché io quel sorriso lì, stampato in quel momento, il 19 aprile 2011 alle ore 15,41, non ce l’avrò mai più.
Sono nella straconosciuta piazzetta di Montmartre, e sto mangiando una crepe au sucre e bevendo una birretta, mi sta fotografando mia figlia; infatti non la vedete, è di fronte a me con lo smartphone in una mano e la birretta nell’altra… È caldo, si sta bene.
Gli occhiali che indosso li ho comprati in un negozietto in rue Lepic, mentre salivamo verso la butte, nella borsa avevo l’ombrello e non gli occhiali da sole… metà aprile a Parigi, pensavo fosse più nuvolo, e la maglietta di cotone a maniche corte che indosso l’ho comprata ieri da un Monoprix nel Marais, credevo fosse più freddo….
Posato sul tavolino c’è il telefonino, mi ha appena chiamato “la mamma”, la mia mamma, lei mi raggiunge ovunque, da sempre, anche quando non c’erano i nuovi potenti mezzi di comunicazione, lei ce la faceva comunque a telefonarmi almeno una volta al giorno, dovunque mi trovassi, in hotel, case in affitto, da amici…
E mi scocciavo anche, talvolta.
Lì, in quell’attimo lì, non lo sapevo, che esattamente un mese dopo avrebbe avuto un’embolia, che l’ha portata in un posto da dove non mi telefonerà più, mai, non accadrà mai più.
E quindi io quella foto non la cambio, capito?
Stupido sistema informatico, con un grande cervello e niente cuore!
Perché io così, lo so, non sorriderò mai più.

Ciao mamma.

© Gabriella Baiesi, 2016

uno scatto, una vita 2

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