Tandem [4] Barbara Garlaschelli e Stefania Morgante

Gli Sviaggiatori, in Tandem, si divertiranno a scrivere racconti a quattro mani, facendo scambi di coppie e passaggi di staffetta. Sarà divertente. Sarà poetico. Sarà interessante. Perché a volte scrivendo, ci si sente soli e un compagno di strada, di tanto in tanto, ci vuole.

In questa occasione il Tandem sarà costruito dalle parole di Barbara Garlaschelli su ispirazione del disegno di Stefania Morgante.

Inediti entrambi.

©Nuala, di Stefania Morgante

©Nuala, di Stefania Morgante

Nuala

Davanti allo specchio oscurato da un drappo, Nuala sta.

Ferma, le braccia lungo i fianchi, il vestito di sua nonna, quello che indossa quando vuole sentirsela vicina e che le lascia le spalle scoperte, sta lì, immobile.

Vorrebbe sentirsi come un nuvola di passaggio invece le pare di essere un cielo di piombo, pesante, solido.

Nuala demolisce i pensieri che le si aggrovigliano nella testa; appena uno cerca di prendere forma, lei lo fa esplodere con un sospiro.

Le ripetono da mesi devi uscire, devi respirare aria pulita ma Nuala non vuole, non sa che farsene dell’aria pulita, preferisce quella spessa della sua stanza che sa del suo sudore e di ambra. Un’aria che si fa più consistente ogni giorno che passa lì dentro, con le finestre chiuse, la porta chiusa, che apre solo per andare in bagno a lavarsi e in cucina a preparasi qualcosa da mangiare. Questo quando tutti sono usciti di casa: mamma, papà, Elliot, Joshua.

Ha appeso il drappo grigio scuro sullo specchio il giorno che la nonna è morta. Senza di lei, guardarsi riflessa non ha più senso. Senza le parole della nonna che le abbellivano le giornate, Nuala non vuole più vedersi trasformata in un’altra se stessa al contario.

L’occhio destro che diventa il sinistro, la mano destra che diventa la sinistra, la narice destra che diventa quella sinistra.

Ricomposta in un essere integro e inviolabile, Nuala sta.

Si è raccolta i capelli come ogni mattina, dopo averli spazzolati a lungo e aver raccolto quelli che le cadono sulle spalle o restano impigliati nella spazzola.

Ogni mattina sono sempre più numerosi.

Nuala vorrebbe contarli ma sente la voce della nonna che dice no.

Mentre sta immobile di fronte allo specchio scuro, lo sente arrivare. E’ un pensiero compatto e scheggiato che farebbe tremare i vetri della finestra e crollare il lampadario della stanza. Un pensiero acuminato che potrebbe trafiggerla.

Nuala fa un profondo respiro e poi lascia andare il fiato.

Il pensiero esplode in mille pezzi.

Nuala fa un piccolo sorriso, piccolissimo che nessuno potrà mai scorgere.

Nemmeno lei.

 

 

 

©Barbara Garlaschelli

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