Se non erro [3] di Paola Cominetta

© foto di Paola Cominetta

Ode all’inverno

0…. …dlin dlon…

Schiaccio il pulsante 7 e ti vedo. Le porte si sono appena chiuse, l’abitacolo di metallo comincia la sua corsa verticale.
Fa molto caldo, umido torrido, che non sembra di stare in città. Penso di volermi togliere sciarpa, giacca, maglia, pantaloni… persino le calze mi danno fastidio, ma non abito nell’Empire State Building, sicché, mio malgrado, mantengo la calma.
Mi sembri placida, però. Oggi.

1… 2… 3… …sempre TU…

Sarai la stessa o un’altra? Quanto vive la tua carogna specie in media? Un giorno, due giorni? Una settimana? Un anno? Dov’è Piero Angela quando serve? Ma perché non muori?! Possibile che nessuno ti abbia ancora ucciso?!

4… 5… 6… Ti ho già perso di vista.

Certo sei furba… Novembre inoltrato e stai ancora ai tropici, svolazzando obesa su un imperterrito buffet. Pure indolente!
Mi guardo allo specchio e sembro più prossima al ricovero che succulenta… Speriamo sia il neon! Magari non piaccio…
Poi ecco il tuo sibilo. Avanzi, nasale, lamentosa e traballante. Ti avvicini. Leggere e oscene le tue zampette in atterraggio sulla mia guancia… Pam! Ecco, ci sono, PAM!… forse nel collo, pof… sulla mia testa. Ahi, pure gli anelli!

7… …dlin dlon…

Finalmente la porta si riapre… Un po’ di fresco su di me, a risvegliare la mia faccia ormai paonazza. Ma non era quasi inverno?

© Paola Cominetta

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