Megliomorta [1] di Greta Giavedoni

illustrazione di G. Giavedoni

IO SONO MORTA

Io sono morta
e in parte esposta
in perfetta esibizione a me
preposta del respiro che mi resta
da tirare con le cuoia non
prive di attrattive ma di fossa:
mi prostro così carponi al suolo
a grattare la terra con il rostro
fino a ribaltarmi le falangi
e nel frattempo tu mi guardi
il culo non vorresti
sposarmi?!,
sverginarmi?!,
scoparmi?!,
stuprarmi?!,
stendermi e sterminarmi?!
Io sono morta
e intanto tu altro
t’involi le mie infanzie e
pretendi che ringrazi
o che implori il tuo perdono:
oh, natura dell’uomo fra i tuoi spazi
non c’è posto per la mia purezza tolgo
il disturbo cerca di scusarmi
apro l’uscita d’emergenza dei miei polsi
e se credi concupisci il mio cadavere
e fino in fondo offendimi le ossa
aggiungi anche il tuo appellativo
a tutti i miei carnefici
nella lista in calce che compilo
fosse per presenzialismo
tu pure non vorresti
sposarmi?!,
sverginarmi?!,
scoparmi?!,
stuprarmi?!,
stendermi e sterminarmi?!
Io sono morta
sepolta non ancora ma
oh – tornerò davvero al vagito estremo
gemito di coda e ansimo al contrario
allargando nel mio corpo nuovi
anfratti lo caccerei a svuotare il mio
sacchetto ancora prima
d’avere detto “adesso” non sapessi
che crepare può creare
proseliti, ed emuli, e scheletri:
fra i più accoliti amanti
uno solo mi segue (chi mi ha fatta)
e conscia della colpa mi
sconsiglio il suicidio
e frustro il necrofilo istinto a
estinguermi, esaurirmi, eppure
ad esaudirmi basta un niente
per esempio non vorresti
sposarmi?!,
sverginarmi?!,
scoparmi?!,
stuprarmi?!,
stendermi e sterminarmi?!
Io sono morta
e a me stessa sopravvivo
già postuma, lo vedi
che sulle punte dei miei piedi
dal fango io ci provo
ad alzarmi in ascesa,
in assunzione, in volo
a mondarmi mentre il mondo
di immondi vorrebbe
sposarmi?!,
sverginarmi?!,
scoparmi?!,
stuprarmi?!,
stendermi e sterminarmi?!
E vorrei solo
avere ciò che manca:
vita abbastanza
fra le labbra e le dita e la lingua
e le mie lunghe gambe e le anche
e la coppa e i capelli
e il taglio degli occhi
e poi oltre – là fino all’anima
che da morirne è santa –
per dirti col canto, l’accento, il gusto ed il tocco
che io sono morta
ma non del tutto.

© Greta Giavedoni, 2018

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