Legittima difesa [6] di Barbara Garlaschelli

Leggo per legittima difesa
(attribuita a Woody Allen)

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“Le persone non lo sai mai quello che ti possono combinare. Le persone tu credi di conoscerle e invece la cosa più misteriosa al mondo, la più inafferabile al mondo, sono proprio le persone. La vita che sta dentro la testa delle persone è diversa da quella che sta fuori. Tu fai una vita e dentro la tua testa il film è un altro. Fa le scintille la vita dentro la tua testa, manda bagliori spaventosi. Guardatelo da solo il film dentro la tua testa, non invitare nessuno a sedersi vicino a te. Stai da solo dentro la sala buia. Torna indietro nel tempo e racconta la storia di mio padre se ci riesci. Il suo film là fuori non ce lo troverai. Le persone tu credi di conoscerle e invece sono la cosa più indecifrabile del mondo.”

da “L’Argine” di Deborah Gambetta (Melville edizioni).

Per quattro giorni sono stata immersa nelle pagine del nuovo romanzo di Deborah. Non ho potuto, voluto fare altro (solo lo stretto indispensabile). Incollata alle sue parole precise, chirurgiche, perfette che disegnano la storia di un uomo che scivola in modo inesorabile dentro la follia.
Sappiamo già come si concluderà la storia. La Gambetta lo svela all’inizio. Ciò che non sappiamo è il perché. E allora seguiamo Sandro, il protagonista, muoversi in una Emilia piena di campi, argini, piante, una pianura nella quale si dice “qui non c’è più niente” e che invece è piena di cose, luce, ombre, persone, animali, suoni. E seguiamo Sandro che si muove astratto eppure pieno di una corporeità dolorosa verso il suo destino, suo e quello di chi gli sta vicino. Sandro, quasi autistico, chiuso in una fortezza che si è costruito con sapienza e che dovrebbe difenderlo dal “fuori” mentre, in realtà, lo rende vulnerabile, senza pelle, senza protezione.
Nel romanzo di Debora la vita accade come deve accadere, senza possibilità di salvezza, di redenzione.
Tutti i personaggi che ruotano attorno a Sandro sono decisivi eppure inutili nel segno del suo destino folle.
Un libro struggente, doloroso, necessario nel quale ci siamo dentro tutti perché a tutti potrebbe capitare di incappare in una stortura del tempo, cadere in uno spazio piccolo e infinito in cui la nostra vita accade malgrado noi, raccontato con una voce limpida e potente, semplice e abbagliante.
Non amo raccontare la trama e non lo farò neppure qui, però vi dico che questo è un romanzo che ti cambia mentre lo leggi, anche se di pochissimo, perché apre una finestra su qualcosa di così feroce e accecante da lasciare senza fiato: la vita come la vorremmo e come invece è.

Deborah Gambetta sarà ospite al buffet letterario Non di solo pane domenica 16 maggio alle ore 17,00 a casa di barbara Garlaschelli sede operativa dell’Associazione Culturale Tessere Trame che orhanzza e patrocina gli eventi.

La prenotazione è obbligatoria e va fatta scrivendo a: nondisolopane2013@gmail.com

©Barbara Garlaschelli, 2016

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