Comico Erotico Stomp [19] di Viviana Gabrini

©disegno di Laura Zulian

 PENE D’AMOR PERDUTO

«Sto troppo male. Voglio morire!»
Caro Sdiario, non c’è niente da dire: di tutte noi la più melodrammatica è sempre stata la Pinty, che quanto a enfasi e gestualità teatrale, se la gioca direttamente con Eleonora Duse.
Ieri sera, come ogni primo venerdì del mese, aperitivo a casa della St.Mary, pollaio al gran completo. E palcoscenico preferito dei monologhi del dolore della Pinty.
«Pinty, tesoro, ti prego, non fare così che fai stare male anche me.»
La Niny non smentisce il suo nobile animo da crocerossina. E mentre tutte si danno da fare per consolare l’afflitta, il rude camionista bulgaro che sonnecchia dentro di me si risveglia di colpo: «Pinty, porcazozzaladra, ci avete smerigliato le gonadi, tu, le tue storie d’amor perduto e le tue depressioni a ogni fine relazione. Morto un pirla ce ne si fa un altro. Amen, sorelle!»
Mentre la Niny mi accusa di essere arida ed egoista (e anche una parola che non ho afferrato per intero ma che mi sembrava iniziasse per esse e finisse per -onza), la Tatty mi tira in testa un cuscino e la St. Mary bercia di volermi togliere il vino.
«Ma piantatela voi, che ogni volta che questa molla o viene mollata dall’uomo, per due settimane fate finta di non essere in casa per non dover ascoltare le sue geremiadi!»
Sguardi offesi, strilli di protesta, la terza guerra mondiale è appena cominciata e io non ho fatto la crescita della tinta.
Mentre la battaglia infervora, la Pinty, ieratica, si solleva dal suo divano di dolore, si erge fieramente davanti a me e con sguardo alla Gloria Swanson sentenzia: «Io quell’uomo lo amo. Piergiangennaromaria non è come tutti gli altri».
«La vestale del sacro fidanzamento ha parlato.»
«Io lo so che cosa ti fa parlare così – chiosa la Pinty socchiudendo gli occhi – si chiama a-sti-nen-za.»
« A parte il fatto che l’ultima volta che ho avuto un incontro ravvicinato con un uomo c’era già l’euro e non son sicura che tutte le presenti in questa stanza possano dire la stessa cosa – replico piccata finendo arrostita dallo sguardo della Tatty – su una cosa ti do ragione. Piergiangennaromaria non è come tutti gli altri: è peggio. Il campione imbattuto delle ultime cinque olimpiadi della stupidità. Non è bello, è diversamente intelligente, è avaro come pochi, veste che sembra rubi dai cassonetti della Caritas ed è TV-dipendente. E, detto da te, tromba da schifo.»
Sulla stanza è calato un silenzio glaciale.
Io so di avere ragione. Tutte loro sanno che io ho ragione. Anche la Pinty sa benissimo che ho ragione.
Ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo.
«Niente altro?» aggiunge la Pinty che, se normalmente mi supera in altezza di almeno venti centimetri, ora che sta in piedi davanti a me, seduta, sembra guardarmi da distanze siderali.
Non mi lascio intimidire. Siamo amiche? Davvero amiche? Davvero davvero amiche? E allora io la verità te la devo dire.
«Sì: Piergiangennaromaria è un nome di merda.»

(continua)

© Viviana Gabrini, 2017

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