Capi d’imputazione [5] di Nicoletta Vallorani

Da web

IL CAPO GENIO TUTTOLOGO

Si ritiene un genio, spesso intellettualmente lo è (pur avendo la maturità emotiva di un bambino, maschio, di sei anni). Ha sempre la risposta giusta al momento giusto, e questo gli viene confermato dal rispettoso silenzio dei suoi interlocutori di fronte alla sua raffinata lettura di qualunque evento, dalle materie di bilancio alla cottura del roastbeef. Gira vestito da motociclista, anche se tutti sospettano che cavalchi in realtà un triciclo. Fraternizza solo con maschi moderatamente intelligenti (o presunti tali) e fa comunella con chi lo venera, perché è intrinsecamente un capo, preferibilmente di una truppa di deficienti. Parla molte lingue e ha imparato lo spagnolo guardando le serie televisive, cosa della quale si vanta, di norma di fronte a chi quella lingua ha dovuto studiarla per anni (e che di solito è una donna). Ama esibire una conoscenza precisa di numeri, bilanci, cifre, percentuali, anche se è convinzione diffusa che egli le spari a vanvera, senza avere una chiara percezione del loro significato. Se invece ce l’ha, la situazione è ancora peggiore, perché viene da chiedersi quali risposte si aspetti di trovare in cifre di bilanci spesso instabili come budini.
Non conosce la vergogna e neanche la timidezza. La discrezione, poi, è un oggetto misterioso al quale dedicherà ampi studi solo dopo essere arrivato all’età della pensione.

©NicolettaVallorani, 2018

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