Playlist [16] di Alessandro Morbidelli

© foto di Pintarest

BANG BANG

Mi capitava di vederla, lì, sola, imbronciata, davanti alla Tv, a cambiare continuamente canale.
«Devi trovare nuovi stimoli» le dicevo, ma niente. Da quando le sue tre comari erano morte, nonna Lucia non era più la stessa. Prima si vedeva con loro anche tre volte per settimana. Giocavano a Burraco e il Burraco per loro era una religione.
Così le insegnai a navigare in internet e fu una vera rivelazione. Quello che le piacque di più era perdersi nelle viste satellitari di Google Maps e nelle foto di Street View. Si emozionava a girare il mondo come non aveva mai fatto in vita sua, ma al tempo stesso si deprimeva quando al posto della vecchia scuola trovava un centro commerciale, o quando scopriva una rotatoria al posto del verde dove raccoglieva le margherite per la maestra.
Il passaggio dall’euforia alla malinconia fu pressoché immediato.
Allora le attivai un profilo eBay.
«Dai, nonna, che impari! Qui puoi comprare quello che vuoi!» ma era la dinamica dell’asta on line che speravo la ravvivasse.
Invece, di nuovo mestizia. Quando scoprì che la Crema Alba non si trovava nemmeno su eBay, e su eBay le avevo garantito che poteva trovare di tutto, tornò a essere triste.
Provai con Facebook, «Dai, nonna, che impari!» e lei «Una signora non va in giro a chiedere l’amicizia agli altri! Suvvia!»
Provai con Instagram, «Dai, nonna, che impari!» e lei «Vuoi mettere le foto stampate?»
Provai con Twitter, «Dai, nonna, che impari!» e lei «Qui c’è scritto che Gasparri mi ha bannata. È una brutta cosa?»
Insomma, di male in peggio. Non sapevo più che pesci pigliare.
Un giorno mi chiamò Teo.
«Ho comprato un gioco di carte troppo bello, bro! Si chiama Bang! Dobbiamo provarlo! Si gioca in quattro, ho convinto Nicole e Michelle. Ci vediamo da te?»
In realtà Teo cercava solo scuse per passare del tempo con Nicole e Michelle, le ragazze più carine e trendy della scuola. Tra l’altro, curiosissime quando si trattava di scoprire cose nuove. Il mio amico era esperto di giochi da tavolo e di carte. Era stato riammesso alle trattative su come trascorrere pomeriggi autunnali dopo una sospensione durata mesi a causa di una proposta un po’ osé fatta con il poker. Accettai anche per lui. Ma pure il gioco diceva la sua: ambientazione western, carte Diligenza, carte Duello, carte Saloon e tante altre, ognuno interpretava un personaggio che doveva sparare agli altri. Si calcolavano proiettili e punti vita.
Ce la spassammo, ma a Teo più che altro interessava il divano e che una delle due lo seguisse, così si spostava spesso, chiedendo una pausa dal gioco.
Al terzo tentativo, non fece in tempo ad alzarsi dalla sedia che se la trovò occupata da mia nonna.
«Bello questo gioco! Bello anche il nome! Vi ho osservati e credo di aver capito le regole. Via, giochiamo!»
Così tutti, escluso Teo, trascorremmo un bel pomeriggio. Nicole e Michelle risero molto. Quando se ne andarono, salutarono mia nonna con affetto: «Ciao Nonna Lucia, ci vediamo asap…» e «Ormai sei della gang, ci rigiochiamo presto!»
Ma non fu così. In realtà, ci stancammo presto di Bang! Dal preciso momento in cui Teo capì che Nicole e Michelle non gli avrebbero concesso altro che un lancio di dadi o un tiro di carta.
Nonna Lucia provò a chiedermi notizie sulla prossima partita per un paio di volte, poi tornò a perdersi di fronte alla tv. Io uscivo con gli amici, e poi arrivò Lidia, con cui passavo sempre più tempo.
Mi rallegrai quando un pomeriggio trovai mia nonna davanti al pc. Era un sito di annunci. Pensai volesse vendere qualche cianfrusaglia rimasta in cantina.
Le dissi «Dai, nonna, che impari!», ma lei non mi rispose.
Pensai che avrei potuto aiutata, poi squillò il cellulare: era Lidia. Persi ogni cognizione della realtà e dedicai alle sue dolci parole tutto il mio tempo.
L’indomani, a ritorno da scuola, mi convinsi di quanto avessi fatto male.
Erano davvero tante le persone assembrate al cancello di casa. Ne contai quasi cinquanta. Tutti uomini, diversi per età e provenienza.
A fatica riuscii a superare la folla e a raggiungere l’ingresso.
Dietro, soddisfatta, trovai mia nonna.
«Visto in quanti hanno risposto al mio annuncio?»
Una goccia di sudore mi scivolò lungo la schiena.
«Quale annuncio, nonna?»
«Quello per giocare a Bang! L’ho scritto ieri nel sito di annunci: Cercasi giovani interessati ad allestire una gang bang con Lucia! Così l’ha chiamata la tua amica, no? Una gang! Vedi che imparo tutto, io?»

© Alessandro Morbidelli, 2018

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