Piccole storie [7] di Barbara Garlaschelli

©foto di Alessandro Cartazzi

©foto di Alessandro Cortazzi

Il fiore del male

 

 

Ti ho vista mentre salivi le scale, un passo dopo l’altro, la mano avvinghiata alla ringhiera, il fiato che si accorciava a ogni gradino. Ti ho seguita con gli occhi mentre, arrivata davanti alla porta di casa tua, hai posato la borsa della spesa a terra. Ti ho vista cercare dentro la borsa di pelle scura, un po’ rovinata, la testa china, i capelli spettinati, le spalle una piccola u rovesciata. Hai rovistato per alcuni secondi, poi ti ho vista rilasciare un respiro e ho visto la chiave brillare nella tua mano. Hai infilato la chiave nella serratura, hai aperto la porta, recuperato la borsa della spesa con un gesto lento. Ti ho vista entrare in casa e ho sentito uscire quel profumo di violetta che spargi sempre ovunque. Quanto lo odio. Almeno quanto odio te. Ti ho vista in faccia mentre ti voltavi chiudendo la porta. La stessa espressione di sempre. Ho pensato: “Mamma, non cambi mai”, poi ho girato le spalle a te e a quel palazzo e a quel profumo maledetto e me ne sono andato.

 

©Titolo di Romina Morello, racconto di Barbara Garlaschelli, 2016

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