Passaggi di stato [8] di Francesca E. Magni

© Tanguy, disegno di B. Garlaschelli

 

Cinque racconti a lieto fine
Divagazioni scientifiche a Lisbona

Etologia
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Accanto alla stazione di Oriente ci sono due torri a grattacielo. Appena Tanguy alza lo sguardo, viene schiacciata dal boato del potere. I due monumentali vetrati appartengono a una compagnia telefonica nota e al loro interno staziona una guardia armata, visibile dal basso.

Ecco il mondo, una gigantesca macchina per il denaro: non a caso il monolite di Kubrick aveva la forma di un’enorme carta di credito. Con la sezione aurea a suggellare il rapporto di proporzione fra i lati dell’ambito rettangolo.

Il potere decretato da miriadi di atti individuali, di singoli semplici acquisti: io compero, noi acquistiamo e – per causa/effetto – voi/loro godete. Noi no, ce lo hanno fatto credere, noi sopravviviamo nel benessere al cloroformio coinvolti nel processo di convincimento e creazione del bisogno… anime candide! Connivente sarai tu, porco!

Eppure sarebbe così facile, troppo facile, basterebbe non comperare quella scarpa, questo bidet accessoriato, quel succoso pacchetto di sigarette… facile come la rivoluzione individuale.

Bisognerebbe ascoltare le parole di Rita Levi Montalcini che parla del dominio sulla propria aggressività (vista come rimasuglio cerebrale preistorico da eliminare con calma) e quelle di Henri Laborit sul pensare alla sopravvivenza della specie a partire da noi stessi ma in accordo con l’intero genere umano: se questo atto nuoce alla collettività non lo faccio. Non vado in macchina perché l’inquinamento provoca il cancro a qualcun altro (e forse anche a me). E chi porta mia madre all’ospedale o mio figlio a scuola: Babbo Natale?

L’impeto moraleggiante di Tanguy procede diritto come gli compete, osserva schifato il presente agire comune, invoca il principio di precauzione per preservare la salute dell’intero pianeta, che però fra cinque miliardi di anni sarà folgorato dal calore del sole in espansione. Sarà cioè distrutto, il nostro pianeta, la Terra. Lo dicono le moderne teorie scientifiche, gli astrofisici, crediamoci. Tanto vale avvelenare i nostri figli e cedere alle droghe mentali, alimentari e telematiche.Il futuro è uno sputo di catrame.

(continua)

© Francesca E. Magni, 2015

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