Passaggi di stato [11] di Fancesca E. Magni

POTENZE

Non ho mai scoraggiato nessuno, ma questa volta si tratta di me. Sono legata alla matematica da sempre, non ne posso fare a meno… ieri ho ottenuto tutto quello che volevo, chi se lo aspettava? Temevo di essere un genio e da ieri ne ho la prova. Ci ho lavorato per vent’anni, è vero, però non credevo potesse succedere proprio a me: dimostrare l’ipotesi di Riemann! Ma fosse solo questo: ho anche trovato un criterio rapidissimo per scomporre qualsiasi numero in fattori primi, ah! Caro e-commerce, la tua fine è arrivata!
Scrivo meccanicamente – tutto quello che riesco a fare è scrivere – anche se so che è rischioso.
Posso distruggere quel mondo occidentale nel quale sono cresciuta, basterebbe spedire la soluzione a un hacker, ma di fiducia, qualcuno di incorruttibile: lui riuscirebbe a mandare in tilt tutto il sistema monetario mondiale, tutti i codici dei bancomat o delle carte di credito sono basati sui numeri primi, sarebbe una passeggiata decodificarli. Minare il cuore del capitalismo corrente: eliminare ogni codice di sicurezza informatica, distruggere il potere dal suo interno. Dovrei restare anonima, sarebbe il caos. Chi dice che la matematica non serve a nulla? Ho in mano l’arma più potente che mai essere umano abbia avuto, e la ho ottenuta solo grazie alla mia intelligenza, intuizione, genio! Se vuoi fare la rivoluzione, studia matematica, se ne sei capace.
Sì, lo so, alcuni codici sono basati sulle funzioni circolari o addirittura sull’entanglement, ma sono solo pochi casi: la maggioranza usa ancora i numeri primi perché l’umanità è stata sempre sicura della propria stupidità, si arrende facilmente (“chi vuoi che risolva quel teorema? E’ impossibile”). Impossibile prima di me, cari!
Delirio di onnipotenza, senso di soddisfazione: era quello che cercavo? Perché mi sono imbattuta in questo problema demoniaco? Voglia di provare emozioni estreme? Estrema frustrazione per anni e anni, estrema fatica, lavoro estenuante, la sfida che volevo.
Sono troppo vecchia per la medaglia Fields, che beffa. Forse per me farebbero un’eccezione. Non ci penso neppure e poi non avrebbero il fegato di divulgare una tale scoperta, non mi fido affatto. Non posso nemmeno aspirare alla celebrità, che mostro di intelligenza sono stata ad arrivare fino a qui, non c’è dubbio!
Non potrei più avere stima di me – se mai ne ho avuta – se però lasciassi perdere, se cancellassi tutto. Come si può vivere con un tale peso?

© Francesca E. Magni, 2016

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