Oroscopo d’autore [14] di Alessandro Morbidelli

kafka

OROSCOPO D’AUTORE (Franz Kafka)
Oroscopo tratto dall’opera di Franz Kafka. Dedicato ai colpevoli. A chi ascolta insieme.

ARIETE: Vi sentite in completa libertà, come ci si sente solo quando si è lontani da casa, si parla con gente di condizione inferiore, si tiene per sé tutto ciò che ci riguarda, e si discorre degli affari altrui con indifferenza, fingendoli importanti, ma lasciandoli cadere quando ci garba. La retta comprensione di un fatto, e il fraintendimento di questo stesso fatto, non si escludono a vicenda per intero. Non avete più scelta, se accettare o rifiutare il processo, vi siete dentro e dovete difendervi. Se vi pervade la stanchezza, tanto peggio per voi. [Il processo]

TORO: Quando vi svegliate una mattina da sogni inquieti, vi trovate trasformati, nel vostro letto, in un immenso insetto. Siete distesi sul dorso duro come una corazza e, se sollevate un poco il capo, scorgete il vostro ventre convesso, bruno, diviso da indurimenti arcuati, sulla cui sommità la coperta, sul punto di scivolare del tutto, si trattiene ancora a stento. Le numerose zampe, miserevolmente sottili in confronto alle dimensioni del corpo, vi tremolano incerte dinanzi agli occhi. La vostra vera disgrazia è che ci avete creduto finora. [La metamorfosi]

GEMELLI: Avreste voluto parlarci confidenzialmente, ma gli altri, con cui del resto si rideva e si scherzava, ve lo hanno impedito con la loro semplice, invadente, presenza. Avete torto quando credete di essere straordinariamente superiore a tutti loro, di cui conoscete soltanto quello che non serve conoscere per stimare l’intelletto di una persona. Anche se credete di non aver per niente dormito, svegliatevi. [Il castello]

CANCRO:  Ci sono persone di fronte alle quali avete perduto ogni fiducia in voi stessi e conseguito in cambio uno sconfinato senso di colpa. Hanno influito su di voi come dovevano influire; soltanto dovete smetterla di considerare come una particolare malvagità da parte loro il fatto che sotto questo influsso abbiate finito per soccombere. La vergogna non vi sopravvivrà. Non perdete mai la fiducia in voi stessi. Il vostro valore è grande e l’ombra così lontana. [Lettera al padre]

LEONE: Conosci te stesso non significa: ossèrvati. Ossèrvati è la parola del serpente. Significa: fatti padrone delle tue azioni. Ma tu lo sei già, sei padrone delle tue azioni. Questa frase, pertanto, significa: Ignòrati! Distruggiti! Dunque una cosa cattiva. E solo chi si china profondamente ne ode anche il messaggio buono, che dice: “Per fare di te stesso quello che sei”. Credere significa liberare in se stessi l’indistruttibile, o meglio: liberarsi, o meglio ancora: essere. [III quaderno]

VERGINE: Le candele nelle lanterne si sono consumate. I vestiti sono tutti fuori moda. La nuova organizzazione domestica ha ancora parecchi difetti. Per riscaldare le grandi stanza avete già dato fondo alle scorte di legname. Tutto ciò potrebbe anche esservi sopportabile. Poiché basta poco agli innamorati. Essere o pazzi o bambini o persone molto pericolose. Sarebbe quasi troppo, e questa è la cosa inquietante. [Il castello]

BILANCIA: Le cornacchie affermano che una sola cornacchia potrebbe distruggere il cielo. Questo è indubbio, ma non prova nulla contro il cielo, poiché i cieli significano appunto: impossibilità di cornacchie. È ridicolo come vi siete bardati per questo mondo. Voi potete tenervi lontano dai dolori del mondo, siete liberi di farlo e di rispondere alla vostra natura, ma forse proprio questa vostra astensione è l’unico dolore che potreste evitare. [Aforismi di Zurau]

SCORPIONE: Avete provveduto ad allestire la tana, e pare ben riuscita. Dall’esterno, a dire il vero, non si vede altro che un gran buco, che di fatto non porta da nessuna parte, dato che già dopo qualche passo si cozza contro la roccia naturale, dura e compatta. La vita è straordinariamente corta. Ora, nel ricordo, vi si contrae a tal punto che, per esempio, non riuscite quasi a comprendere come un giovane possa decidersi ad andare a cavallo sino al prossimo villaggio senza temere (prescindendo da una disgrazia) che perfino lo spazio di tempo, in cui si svolge felicemente e comunemente una vita, possa bastar anche lontanamente a una simile cavalcata. [La tana e Il prossimo villaggio]

SAGITTARIO: Non lasciate che il male vi faccia credere che possiate avere dei segreti verso di lui, nemmeno nei momenti di solitudine o nascondendovi nei colloqui leggeri. La vostra arte è un essere abbagliati dalla verità. Rimanete al vostro tavolo e ascoltate. Non ascoltate neppure, aspettate soltanto. Non aspettate neppure, restate in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo vi si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a voi. [Aforismi di Zurau]

CAPRICORNO: Di recente vi siete domandati perché mai sostenete di aver paura di voi stessi. Come al solito, non avete saputo rispondervi niente, in parte proprio per la paura che avete di voi stessi, in parte perché questa paura si fonda su una quantità tale di dettagli che parlando non sapreste coordinarli neppure passabilmente. E se anche tentate di rispondervi per iscritto, il tentativo sarà necessariamente assai incompleto, sia perché anche nello scrivere vi è d’ostacolo la paura che avete di voi e le conseguenze, sia perché la vastità del materiale supera di gran lunga la vostra memoria e il vostro intelletto. [Lettera al padre]

ACQUARIO: Per chi è sospettato, è meglio il moto della quiete, perché chi sta fermo può sempre, anche senza saperlo, stare sul piatto d’una bilancia, ed essere pesato con i suoi peccati. Voi siete ritenuti colpevoli. Forse il vostro processo non andrà neppure oltre un tribunale di grado inferiore. Almeno per il momento, la vostra colpevolezza si dà per dimostrata. La sentenza non viene ad un tratto, è il processo che poco a poco si trasforma in sentenza. Vi sarà concessa la piena soddisfazione in quelle occasioni in cui vi convincerete che è più sicuro essere in catene che liberi. [Il processo]

PESCI: Il sonno è l’essere più innocente che ci sia e l’uomo insonne il più colpevole. Sporchi siete, perciò fate un tal strepito per la purezza. Nessuno canta così puramente come coloro che si trovano nel più profondo inferno. È il loro canto che scambiamo per il canto degli angeli. L’uomo torturato dai propri diavoli si vendica insensatamente contro il prossimo. Ciò che chiamate amore è il coltello con cui frugate dentro voi stessi. [Lettere a Milena]

©Alessandro Morbidelli, 2015

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