Navigare a vista [7] di Barbara Garlaschelli

Pilastri e cuori

Le amiche sono sempre state uno dei pilastri sui cui si appoggia la mia vita.
Ho sempre pensato che fossero inamovibili, un po’ come i pilastri, appunto, che reggono ponti e chiese per secoli e secoli, amen.

Invece non è così. Le amiche sono esseri umani, non pilastri, e si muovono, per fortuna.  Perciò capita che prendano strade che le portano lontane, lontanissime.

Che si fa? Io, d’acchito, sto male, poi comincio a ragionare, a dirmi che la vita cambia le persone e che le persone non possono essere solo quello che tu vorresti, che amarle è vederle, ma vederle davvero, anche nelle cose che non comprendi, che non ti piacciono, che le ha cambiate.

La vita è questo: cambiamento e ci si deve adattare, senza perder la “purezza” se possibile.

Così, le amiche (ma anche gli amici) che non sono pilastri ma cuori e cervello e gambe e mani e tutto il resto delle frattaglie, possono anche cambiare, allontanarsi.

E tu puoi sperare e fare in modo che tutto questo non sia doloroso bensì fatto nel segno di qualcosa che si avvicina all’amore.

Perché amare è anche dire “mi dispiace”.

E si può amare anche da lontano.

© Barbara Garlaschelli

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