Navigare a vista [10] di Barbara Garlaschelli

© foto di Gaia De Luca

“A questa generazione vorrei dire: mandate a memoria anche solo pochi versi di verità o di bellezza. Vi potrebbe servire nella vita.”
(Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River)

In un’esistenza fatta di corse senza fiato, l’invito di Edgar Lee Masters suona quasi come un sfida: ritagliarsi istanti di bellezza. Frammenti di parole belle, pensieri cristallini, immagini perfette in cui riprendere fiato.

Faccio mente locale sui versi che ricordo a memoria e annaspo: quasi non ne ricordo uno e mi rendo conto che il mio rifugio restano le pagine dei libri, ma non la memoria. Non ho poesie intere nella mia mente, non ho brani interi da ripetermi come un mantra.

Così affamata di parole, così ingorda di libri, non torno mai a rileggere, a memorizzare, a ripetere dentro me stessa le frasi che mi hanno illuminata, che mi hanno lasciata senza fiato, non per la corsa frenetica della vita, ma per la loro bellezza. Divoratrice instancabile, difficilmente rileggo.

Le ho sempre trascritte, però, le parole. Ovunque: su diari, foglietti, quaderni, block notes…

“Si vive come si sogna: soli.” (Giovanni Bufalino)

Non creder di poter mai dire l’ultima parola su un un cuore umano…” (Henry James)

Solo l’amore, solo il conoscere/ conta, non l’aver amato,/non l’aver conosciuto.” (Pier Paolo Pasolini).

Sono tante, tantissime quelle in cui spesso mi rifugio per trovare conforto e sollievo o una vaga malinconia.

Capita così anche a voi? Quali frasi, poesie, parole vi confortano, vi accompagnano, vi sfiorano con la loro innata e inossidabile bellezza?

© Barbara Garlaschelli

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