LuJana [4] di Luciana Ortu

© foto di R.Rutigliano

© foto di R.Rutigliano

CORTOCIRCUITO SENTIMENTALE

Gironzolo tra gli scaffali del reparto bricolage. Mio marito è più avanti, smanazza nei ripiani di ferramenta alla ricerca di attrezzi e quindi frugo in mezzo a colori, mascherine per stencil, decorazioni varie, tessuti di mille tipi, pensando a come cambiare faccia al soggiorno.
Su un ripiano sono esposti elementi in stucco per abbellire pareti e contornare lampadari. Mi ricorda i soffitti di casa di nonna. Altissimi, tinteggiati in un color avorio intenso, e quelle cornici di foglie d’acanto in gesso da cui spuntavano i lampadari a gocce del salotto o quelli a corolla in vetro colorato delle camere da letto. La volta che trovai sul divanetto un cristallo, caduto dal soffitto, e invece di portarlo alla nonna me lo misi in tasca, fingendo che fosse un amuleto segreto e potentissimo.
Abbiamo un nuovo lampadario, forse non è un caso che sia decorato da una pioggia di gocce. Indico al marito, che ha finito gli acquisti, una coroncina di gesso. Dopo un breve conciliabolo la aggiungiamo al carrello.
Alla cassa, l’apertura delle porte per l’uscita dei clienti prima di noi provoca uno spostamento d’aria. Il vento agita i rami delle piantine incolonnate sull’espositore alla mia destra.
Sul secondo ripiano ci sono vasetti di menta. Il profumo, inatteso e fortissimo, mi riporta indietro, di nuovo a casa di nonna. Quando ero piccola l’eremita della chiesetta campestre faceva il giro del paese per chiedere un’offerta e bussava alla porta pronunciando la frase fatidica «Santa Maria vi visita».
Mentre nonna consegnava l’obolo, venivo spinta verso la scatola che l’ometto teneva appesa al collo e dovevo segnarmi al cospetto della statuina di S. Maria di Montserrat che vi era alloggiata, adornata da violacciocche, roselline selvatiche e menta. Spinta da un impulso improvviso, prendo un vasetto e lo metto sulla cassa. Mentre torniamo alla macchina, affondo il viso sulle foglie profumate e ricordo. Mio marito mi chiede che sto facendo. Ricaccio indietro le lacrime e rispondo: «Uso le droghe, non si vede?»

© Luciana Ortu, 2016

Leave a Reply