Lib(e)ro chi legge [5] Frammenti di Barbara Garlaschelli recensito da Antonella Zanca

Tantissimi anni fa, bambina, incontravo tutti i giorni il matto del quartiere. Erano gli anni Cinquanta e si etichettava, senza pietà, ogni comportamento. Aveva un viso rosso e rotondo, se ne restava fermo per ore all’angolo di una via e parlava da solo, borbottava di continuo parole senza senso. Io cercavo di capire e restavo incantata dai suoi occhi che sembravano enormi, dietro le lenti spesse. Cominciai a salutarlo, quasi una scommessa con me stessa. Dopo qualche giorno anche lui mi disse «Ciao». E per me lui fu «l’uomo che mi saluta tutte le mattine». La paura del diverso fu superata dalla semplicità di un approccio. Ma ero bambina; agli adulti può servire una spinta per ascoltare la curiosità del cuore verso mondi diversi.

Frammenti è la spinta: un regalo per la crescita di ognuno di noi, che non riusciamo mai a definirci davvero normali (perché lo sappiamo che la normalità non esiste).

Qui incontriamo un mondo che non è quello solito di casa, famiglia, lavoro, banca, uffici, traffico. No, è un altro mondo fatto comunque di casa (e il Centro Psico-Sociale è vera casa, per molti), famiglia (perché la famiglia spesso è quella che ti scegli, al di là dell’anagrafe) e lavoro (altro modo di vedere un impiego se poi decidi di dedicarti alla gente e non solo alle scartoffie).

 Leggere un libro testimonianza, in cui la scrittrice Barbara Garlaschelli si sposta, fa da cassa di risonanza, lascia in primo piano la realtà che molti di noi non hanno mai scoperto, è un’esperienza tattile.

Si sente, sulla nostra pelle, ogni graffio che la vita ha lasciato sulla pelle degli altri e ogni graffio pare riesca a far sanguinare anche la nostra scorza.

Scorza come tranquillità emotiva, da esperti navigatori di vita, in cui si riesce a vedere il mondo, le persone, ma non ci possono toccare, tanto noi sappiamo, conosciamo, abbiamo vissuto.

Non è così. Ogni riga scritta ci riporta a realtà importanti. Ci scostiamo dalle statistiche per vedere quanto sia elevato il peso di ogni vita, dei pazienti, del personale, della scrittrice stessa.

La lettura, capitolo per capitolo, ci fa precipitare: si cade in mondi di lavoro che non conoscevamo, nella fratellanza, nello stupore, nell’organizzazione. Ci si immerge in un vissuto che impariamo a comprendere; si ride, ci si commuove. Ci si guarda allo specchio scoprendo sprazzi di follia-non-follia dentro ognuno di noi.

Leggere per farsi domande. Leggere per capire che le risposte possono non essere univoche ma che l’ascolto, sempre, porta a nuova vita. Che non è sempre quella degli altri. Ascoltare tutte le voci di questo libro porta luce alle nostre stesse vite.

(Aggiungo, a margine, che ho letto questo libro ad alta voce, in un viaggio verso Roma. L’ho riletto, poi, da sola, e mi sono sentita a casa. Lo riapro, ogni tanto, per ritrovare fiducia. Lo consiglio, per crescere. E ringrazio Barbara Garlaschelli: un lavoro mirabile che le Edizioni del Gattaccio hanno voluto far riemergere nella collana Sdiario)

Frammenti sarà presentato a Milano sabato 27 gennaio 2018 all’Ostello Bello, ore 16:00  Accompagnala voce e la musica di Frey.

© Antonella Zanca, 2018

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