Le imperdibili [10] di Elena Mearini

 

© ph. E.Mearini

“NOI SIAMO CIÒ CHE FACCIAMO FINTA DI ESSERE, E DOVREMMO PORRE PIÙ ATTENZIONE IN CIÒ CHE FACCIAMO FINTA DI ESSERE”

 

Questa frase è tratta da “ Madre notte”, romanzo dello statunitense Kurt Vonnegut. La storia è costruita sulle riflessioni e i ricordi di Howard W. Campbell jr, commediografo rinchiuso nel carcere di Gerusalemme in attesa di processo per crimini di guerra, con l’accusa di propaganda nazista. E’ un romanzo che rimbalza di continuo tra il muro dell’apparenza e quella della realtà, attraversando un vuoto carico di dubbi, ambiguità, mutilate certezze e friabili verità. Leggendolo, è impossibile non considerare il ruolo che ognuno di noi si ritrova a giocare, per scelta, obbligo, grazia o condanna. “ Madre notte” mette in luce la sagoma che ci precede, quel ritaglio di cartone che sta sempre un passo avanti e si presenta al mondo col nostro nome. Ci vuole ben poco per abituarsi alla sua presenza e delegare a questo cartone sagomato le scelte e gli scarti, gli atti compiuti e quelli mancati, le parole dette e quelle taciute. E’ un attimo confondersi, credere di non essere più carne ma carta dura e spessa che si fa strada nel mondo. Conviene dunque educarla alla dignità e al rispetto, questa sagoma, non abbandonarla al macero del disamore e dell’indifferenza, conviene accudirla, allevarla con cura, difenderla da strappi e macchie. Perché se ci crediamo lei, di lei dobbiamo rispondere. A noi spetta l’assunzione di ogni suo fare e non fare.

© Elena Mearini, 2017

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