Le antipatiche [26] di Anna Martinenghi

samara

VIENI A GIOCARE CON NOI?

La ragazza col maglione rosso è arrivata dopo. Lei e le sue amiche si sono abbracciate con gridolini squillanti, lasciando baci a mezz’aria.
«Spritz e patatine» ha ordinato la ragazza col maglione rosso, senza alzare gli occhi. Come le altre due.
Potrebbero essere sorelle, o versioni molto simili di uno stesso tipo di donna: capelli tesi, unghie in gel, stesso colore sulle labbra, stesso modello di scarpe ai piedi. Si muovono come un banco di pesci, con gli stessi gesti: scuotono polsi carichi di ciondoli scintillanti e si lisciano i capelli di continuo. Sono magnetiche e inquietanti: un tris di gemelline di Shining.
«Vieni a giocare con noi, Danny?».
Certo che vengo, tesorine! Infilo un biglietto col mio numero fra le patatine di
maglione rosso. I cubetti di ghiaccio tintinnano, mentre preparo lo Spritz pensando a una cosa a quattro.
«Non vedo l’ora che arrivi la vigilia!» strilla la versione
dolcevita nero dello stesso tipo di donna. Seguono gorgheggi in coro di maglione rosso e palandrana messicana.Natale e borsa sono le parole chiave. Di più non riesco a cogliere nel frastuono del locale. Pare che il trio di gemelline perverse abbia chiesto la stessa cosa a Babbo Natale: bello sapere che avete gli stessi gusti, cocche.
L’oggetto del desiderio pare essere la versione assortita di una stessa Louis Vuitton, la Speedy 30. Chi l’avrebbe immaginato che pure le borse hanno la cilindrata?
Palandrana messicana
fa gli occhi dolci a una Speedy Totem, mentre dolcevita nero palpita per la versione chiara, mentre maglione rosso si schiera per una classica. Sei la mia preferita, bambola.
Lo Spritz è pronto. E pure io: vassoio antiscivolo, bigliettino fra le patatine, sguardo languido. Passi decisi verso il tavolo 7.«Se penso che dovrò aspettare fino al 25, non ci sto più dentro. E poi non fatemici pensare: se considero lo stipendio da insegnanti dei miei, è ovvio che non me la prenderanno originale. No, ragazze! Se mia madre si presenta con il tarocco del marocchino, faccio una scenata!».
No,
maglione rosso. Perché mi fai questo?
Scusami. Ho fatto un casino: non potevo lasciare quel biglietto nelle patatine, non potevo rischiare d’innamorarmi di una come te, di
dolcevita nero o di palandrana messicana. Hai rovinato tutto. Potevi essere la madre dei miei figli, ma se considerano il mio stipendio da barista, fra meno di vent’anni avrò un coltello alla gola per la brutta copia di una borsa, o di un maglione Made in China.
Meglio non correre il rischio. Meglio rischiare di perdere il posto, inciampandomi e rovesciandoti addosso uno Spritz intero.
Sei tanto bella e quella macchia sul maglione rosso mi fa uno strano effetto.
Vieni a giocare con me?
Wendy, tesoro, sono a casa…

© Anna Martinenghi, 2016

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