La valigia di cartone [3] di Raffaele Rutigliano

03.

ROMA – Ho detto a mio figlio che andrò sulle montagne, lì qualcuno potrebbe aver bisogno di me. Di quella professionalità maturata in dieci anni e che ora ci porta a rischiare la pelle. Sarà una scalata a mani nude.
Dieci anni fa…, sì, e il sogno è mutato, dapprima il posto fisso, spesso simbolo di una mediocrità corrotta e mafiosa, ma che contribuiva a rendere, almeno per coloro che lottavano nella dignità del loro piccolo orto, il nostro Paese il migliore di tutti. Allora il “Made in Italy” era un assegno pagabile a vista. Ora, invece, briciole, sono rimaste solo le briciole.
Mio figlio ha poi detto: “Papà, distruggila la montagna, prenditi tutta la neve che c’è dentro e giocaci”.
Quella neve la prenderò e la porterò con me come un cuore di ghiaccio, senza lacrime e solo a testa alta.

[Continua…]

© Raffaele Rutigliano

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