La valigia di cartone [12] di Raffaele Rutigliano

12.

LUGANO – Giro su via Giovan Battista Pioda. Gli edifici sulla destra, tutti uguali e a formare ognuno un isolato a sé, hanno diversi ingressi, rientranti e posti diagonalmente rispetto alla strada. Il civico interessato è il 6. Cerco tra targhe e citofoni il nome della prima agenzia. Nulla. Faccio su e giù tra i vari civici. Forse ho sbagliato a trascrivere quello esatto. No, non ho sbagliato, la prima agenzia non c’era, forse trasferita o chiusa. Ho subito pensato: La crisi anche qui? Riduzione di costi, personale, spostamento in zone limitrofe meno care e/o varie ed eventuali.

Decido di passare alla seconda. Cinquanta metri in linea d’aria.
Mi squilla il telefono.
– Pronto?
È mio fratello.
– Rino s’è ammazzato.
– Chi Rino?
– Rino C., era affossato dai debiti, ha provato anche con una nuova attività ma non ha retto. L’hanno ritrovato all’alba senza vita.
Il pensiero è andato subito ai figli, alle ore passate con loro, migliaia e migliaia, in quella casa con le pareti bianche. Con l’odore dell’amicizia ingenua e spensierata, ai Natali, alle scoperte da C64. I toast al pomeriggio, i primi film in VHS, ovviamente piratati. E quel padre che rincasava la sera tardi e in silenzio si avviava a cambiarsi nella stanza da letto.
Ora ho davvero bisogno di fermarmi. Solo per un attimo. Nel mio silenzio.

[Continua…]

© Raffaele Rutigliano

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