La valigia di cartone [11] di Raffaele Rutigliano

11.

LUGANO – Superata anche Piazza Indipendenza, mi colpisce la galleria di negozi sulla destra di Corso Pestalozzi. L’edificio è antico. La pavimentazione lastricata a scacchi e le colonne bianche gli conferiscono un’aria di una certa importanza. C’è un ottico, una farmacia, un gioielliere, un negozio di orologi.
Il primo pensiero: un negozio di orologi?
Anche mio zio, il fratello di mio padre, Lino, lo zio Lino, è orologiaio. Ha bottega sul Corso, a Barletta. Dapprima ci vivevano in quel sottano, tutta la famiglia, era il tempo della guerra. Solo successivamente è diventata “la bottega dell’orologiaio”. Lui ha studiato a Faenza l’arte dei grandi maestri orafi. Quel sottano aveva (ha tuttora) una cantina perfetta per il mantenimento del miglior vino che si possa produrre. Divenuta, poi, deposito di bici da corsa per la smisurata passione dello zio per il ciclismo, tramandata anche al figlio.
Nella mia famiglia lo sport è sempre stato una costante, mia zia campionessa nel lancio del giavellotto, mio padre con la boxe, e infine l’atletica con cugini vari.
Per quanto mi riguarda, invece, ho preso quasi tutto dal lato di mamma, dai Maddalena, napoletani. Lo zio Paolo, quando venni a Roma, me lo disse: “Tu sei della parte nostra, si vede”. Otto anni fa non lo capii, ora l’ho capito.

[Continua…]

© Raffaele Rutigliano

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