La Sviaggiatrice distratta [12] di Viviana Gabrini

LA FORESTA DELLE MIMOSE

Morbide colline verdi impreziosite da ampie campiture dorate: così mi appare il massiccio del Tanneron, alle spalle della più rinomata Costa Azzurra, dove esiste la più grande foresta di mimose d’Europa.
Da gennaio a marzo, l’aria si riempie di un profumo delicato e piacevolissimo (sì, sto parlando di quell’odore che dal fiore reciso ci sembra nauseabondo, ma che dalla pianta viva, all’aria aperta, si trasforma in un aroma delizioso) e le acacie dealbate offrono il loro meglio con migliaia e migliaia di piccoli fiocchi color giallo-limone.
L’altopiano di Tanneron è per me il motivo principale del viaggio che compio ai primi di marzo, quando le giornate già si stanno allungando e il sole della Costa Azzurra permette di dimenticare la mantella invernale per qualche ora.
Con l’auto, percorro tutti i 130 chilometri lungo i quali si snoda la Route du Mimosas. Da Grasse a Hyeres, la strada tocca otto paesini, curati come solo i francesi sanno fare, dove è piacevole fermarsi per una foto, un pastis, un pranzetto o una cena rigorosamente bagnati  da quei vini rosati di Provenza di cui non posso fare a meno ogni volta che vengo da queste parti.
L’imponente Certosa de la Verne, anche se pesantemente ricostruita, merita una deviazione per una visita di un paio d’ore.
A Bormes les Mimosas arrivo dopo le cinque del pomeriggio di domenica: il centro storico è deserto e, con mia grande delusione, la maggior parte dei negozi è già chiusa. Avevo letto di specialità gastronomiche a base di mimosa e ammetto che mi sarebbe piaciuto provare un cioccolato  oppure un gelato alla mimosa.
Mentre percorro la via principale, mi imbatto in una Savonnerie da cui, molto malvolentieri, uscirò dopo più di mezz’ora. Naso e occhi sono coinvolti in una girandola di profumi, forme e colori che mi spingono ad annusare, toccare, provare quasi tutto quello che vedo.
E, mi verrebbe da dire, “assaggiare”, visto che molti saponi riproducono alla perfezione macarons, biscotti, torte e gelati.
Alla fine, comprerò candele e saponi per alcune amiche, e per me, per pochissimi euro, un favoloso profumo alla mandorla.
La titolare del negozio, gentilissima, mi saluta con un “au revoir”: deve aver capito che mi sono già innamorata di queste terre e che conto di tornarci per la prossima fioritura delle mimose.

© Viviana Gabrini, 2017

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